Barelle nei corridoi a Sassari, la Cisl: «Vergogna senza fine, pazienti parcheggiati»
Il sindacato pone l’accento anche sulla carenza di personalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
“Una vergogna che non finisce mai”. È la Cisl Fp di Sassari a definire così la presenza di barelle e di pazienti, “parcheggiati" nei corridoi. Anziani, fragili e affetti da pluripatologie, come ricorda il sindacato in una nota, riferendo sulla situazione di Medicina Interna.
Il problema riguarda anche altri reparti dove regnano, riporta il comunicato, “sovraffollamento, carenze di organico, carichi assistenziali elevatissimi e reparti costantemente sotto pressione”. Una crisi strutturale, non imputabile a una emergenza estiva, riferisce la Cisl Fp, richiamando un comunicato dell’Azienda di poco tempo fa. E lo dicono i numeri riportati: 28 i pazienti ricoverati, più altri 8 sistemati in barella nei corridoi, di cui 4 sottoposti a ossigenoterapia ad alti flussi mentre altri necessitano di ventilazione non invasiva e ci sarebbe anche un paziente in isolamento. Davanti a questa complessità assistenziale sono presenti soltanto 3 infermieri al mattino, 3 al pomeriggio e 2 durante la notte. Si prevede poi l’arrivo di ulteriori due pazienti con condizioni di salute, definite “assai gravi, per i quali viene prospettata perfino la possibilità di una sistemazione temporanea in corridoio”.
La Cisl Fp ribadisce che non si può scaricare tutto sui professionisti sanitari e che serve un piano straordinario di assunzioni. “Almeno 40-50 infermieri, 25-30 Oss e 15 tecnici di radiologia, soltanto per assicurare maggiore continuità ai servizi essenziali, coprire i turni e alleggerire carichi di lavoro ormai insostenibili. Per restituire stabilità all’organizzazione, garantire riposi, ferie e diritti contrattuali e ridurre il ricorso sistematico a straordinari e prestazioni aggiuntive, il fabbisogno strutturale salirebbe a 60-65 infermieri, 40-45 Oss e almeno 30-40 tecnici di radiologia”, è il calcolo sindacale.
“La misura è colma – dichiarano Antonio Monni, Segretario Generale, e Gianmario Sardu, Segretario Territoriale della Cisl Fp Sassari – alla Direzione Aziendale e alla Regione Sardegna chiediamo di intervenire adesso, senza ulteriori rinvii: decisioni immediate a cominciare dal potenziamento urgente degli organici nei reparti maggiormente esposti, individuazione di spazi assistenziali idonei e misure straordinarie per superare la permanenza dei pazienti nei corridoi”. “Serve- continuano- inoltre una verifica immediata delle condizioni di sicurezza e dei carichi assistenziali, insieme a un piano operativo per la gestione dei posti letto, le dimissioni protette e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio”.
“Non chiediamo l’ennesimo tavolo fine a sé stesso. Pretendiamo provvedimenti concreti, tempi certi, risorse e responsabilità chiaramente individuate. Non possiamo aspettare che accada l’irreparabile. Chi governa e dirige la sanità ha il dovere di garantire condizioni dignitose e sicure per curare e lavorare. Curare nei corridoi non può diventare il modello organizzativo della sanità pubblica sassarese. La dignità dei pazienti e dei lavoratori non può più attendere”, è la conclusione.
