Sette secoli di storia tornano a vivere sulle montagne di Pula. È la storia dell’antica chiesa di Santu Miali, dedicata all’Arcangelo Michele, edificata nella prima metà del XIV secolo sul monte che domina la piana del paese e oggi al centro di un progetto di riscoperta e valorizzazione.

Domenica scorsa sono stati numerosi i partecipanti a “Su Camminu de Santu Miali”, il percorso organizzato dall’Associazione Trinis verso la sommità di Punta sa Cresia. Un cammino tra natura, memoria e tradizioni, accompagnato dalle note delle launeddas e dalla visita ai resti della chiesetta, illustrati dall’archeologo Marco Muresu dell’Università degli Studi di Cagliari.

La riscoperta del sito non riguarda però soltanto la memoria. Lo scorso luglio il Comune di Pula ha sottoscritto una convenzione con l’Università di Cagliari per avviare nuove indagini archeologiche sul rudere. Le attività sono iniziate il 10 settembre e i primi risultati sono stati presentati alla Regia Pretura dalla professoressa Rossana Martorelli e da Marco Muresu, nell’ambito di PulArchàios 2026, il cartellone coordinato dalla Fondazione Pula Cultura Diffusa in collaborazione con l’Associazione Trinis.

«Conservare la memoria dei luoghi, capire a fondo la loro storia, tutelare e valorizzare il sito è per l’Amministrazione comunale un obiettivo di primaria importanza - ha sottolineato il sindaco Walter Cabasino - la riscoperta dell’antica chiesa si inserisce così in un percorso più ampio dedicato alla conoscenza del patrimonio storico e archeologico del territorio».

Il viaggio nel passato di Pula prosegue ora con un nuovo appuntamento. Oggi alle 18.30, al Museo Patroni, è in programma un incontro dedicato alla Pula medievale, per approfondire un altro capitolo della storia del paese e ricomporre i tasselli di un passato ancora in parte da riscoprire.

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