La strada disseminata di chiodi per tardare l’arrivo delle forze dell’ordine, le telecamere distrutte, la saracinesca sfondata con un fuoristrada, il conflitto a fuoco con il padre della titolare.

Sono i dettagli che emergono dell’assalto all’armeria avvenuto nella notte tra sabato e domenica a Sardara, lungo la circonvallazione della cittadina termale, dove quattro banditi incappucciati a bordo di un fuoristrada e una berlina sono fuggiti portando via con sé diversi fucili, pistole e munizioni.

La ricostruzione 

Poteva finire in tragedia l’irruzione all’armeria “Caccia-Pesca-Sport” di Silvia Steri, 48 anni, in via Ariosto. Sfondata la saracinesca, i malviventi hanno infranto le vetrine blindate dove erano custodite le armi e ne hanno fatto razzia, sistemando i fucili uno ad uno in scatole che avevano già pronte per il trasporto. Prima avevano anche distrutto le telecamere, e prima ancora disseminato la strada di chiodi a tre teste (decine di auto hanno forato).

La sparatoria

Il padre della titolare, Isaia Steri, 79 anni, che abita al piano superiore dell’edificio, è stato svegliato dal trambusto e si è affacciato alla finestra per capire cosa stesse accadendo. Ma i banditi lo hanno notato e hanno aperto il fuoco. Tragedia sfiorata: «Una raffica di proiettili ha colpito il vetro, il muro e attorno alla finestra, l’unica cosa che mi è venuta in mente è stata rispondere al fuoco col mio fucile», il racconto dell’uomo. A quel punto i malviventi sono fuggiti a bordo del fuoristrada.

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La titolare

«Quando è arrivato il segnale d’allarme mi sono precipitata lì con mio marito, momenti indescrivibili. Ventidue anni per mettere su un’attività e poi vederla distrutta in poche ore a tradimento», la disperazione di Silvia Steri. «Rimettere l’armeria a posto in questi tempi di crisi non sarà facile, ma ho già iniziato a lavorarci per fare quel che posso».

Le indagini

Sul posto sono intervenuti i carabinieri delle Stazioni di Arbus e Sardara e il Nucleo Operativo Radiomobile. Hanno raccolto elementi per ricostruire la sequenza degli eventi. I rilievi sulla scena, l’esame dei bossoli sull’asfalto, le telecamere che potrebbero aver immortalato alcune immagini prima di essere distrutte sono al vaglio.

Santina Ravì

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