A Guasila il futuro comincia a prendere forma. Sono entrati nel vivo i lavori per la realizzazione di Casa Federica, la nuova struttura dedicata alla cura e all’assistenza che sorgerà nell’area di via Eleonora d’Arborea, trasformando definitivamente quello che per anni è stato conosciuto in paese come la “casa stregata”, un rudere abbandonato diventato quasi un simbolo del degrado. Oggi, al posto di quell’edificio, sta nascendo uno spazio pensato per mettere al centro le persone e i loro bisogni. Casa Federica sarà infatti un centro di prossimità destinato a rafforzare i servizi sanitari e sociali sul territorio, con una particolare attenzione alle famiglie, agli anziani e alle persone più fragili. «Vedere iniziare e andare avanti i lavori di Casa Federica è una grande soddisfazione», sottolinea la sindaca Paola Casula. «È un progetto che abbiamo atteso, immaginato e pianificato pensando prima di tutto alle persone, alle famiglie, agli anziani, a chi ha bisogno di sentirsi seguito e accompagnato anche vicino a casa».

La struttura ospiterà il Centro per la famiglia, il Centro per la salute, il servizio di continuità assistenziale e gli ambulatori dei medici di medicina generale. Sono inoltre previsti nuovi servizi di telemedicina, con l'obiettivo di rendere più accessibile l'assistenza sanitaria e rafforzare la presa in carico dei cittadini direttamente sul territorio. Il nome è un omaggio a Federica Stroscio, giovane medica di Guasila scomparsa prematuramente a 36 anni dopo una malattia scoperta meno di un anno prima. Laureata a Cagliari, Federica si era trasferita in Puglia, dove stava completando la specializzazione in Anestesia a Bari. Durante la pandemia aveva lavorato in prima linea negli ospedali, mentre nel territorio di origine era impegnata anche in attività associative e iniziative a sostegno delle persone con disabilità. Un nome scelto dall'amministrazione comunale insieme alla famiglia per legare il futuro di questa nuova struttura ai valori che hanno contraddistinto la vita di Federica: professionalità, vicinanza, umanità e attenzione verso gli altri.

Il progetto rappresenta anche un tassello del più ampio campus civico urbano che il Comune sta sviluppando a Guasila e che comprende nuovi servizi pubblici e spazi per la comunità. Un intervento complessivo che punta a cambiare il volto di un'area del paese e, soprattutto, a trasformare luoghi rimasti a lungo inutilizzati in servizi al servizio dei cittadini. L'investimento per Casa Federica sfiora i 930 mila euro ed è finanziato attraverso i fondi della Programmazione strategica territoriale ottenuti dall'Unione dei Comuni della Trexenta. La struttura è pensata non soltanto per Guasila, ma come un punto di riferimento per l'intero territorio. «Ogni cantiere che avanza porta con sé un po' di attesa, ma anche tanta speranza», aggiunge Casula. E proprio nella trasformazione dell'area c'è forse il significato più forte dell'intervento: da edificio abbandonato e luogo da evitare a presidio di cura e comunità. «È questa la Guasila che vogliamo costruire – conclude la sindaca – una comunità che cresce senza lasciare indietro nessuno, che investe nei servizi e guarda al futuro pensando alla qualità della vita delle proprie famiglie».

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