Cagliari, biglietti truffa per lo spettacolo di Roberto Bolle: venduti anche posti in piedi
Diversi spettatori beffati dopo aver acquistato i ticket su FacebookPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si erano assicurati i biglietti, a prezzi scontati, per assistere al Caravaggio interpretato da Roberto Bolle, ballerino di fama internazionale che ieri ha raccolto ovazioni e applausi alla prima serata del teatro Lirico di Cagliari. Purtroppo però gli spettatori, circa trenta, all’ingresso in sala sono stati messi di fronte alla dura realtà: quei tagliandi erano falsi.
Tanti di loro li avevano acquistati tramite un contatto su Facebook che ha venduto ticket inutilizzabili. Le offerte erano allettanti e al tempo stesso assurde: «Hanno venduto di tutto – spiega il sovrintendente Andrea Cigni - anche posti in piedi a 20 euro che ovviamente non esistono a teatro o altri per cifre che vanno dai 50 a 70 euro». Cifre ben diverse rispetto ai prezzi ufficiali: 147 euro per un posto in platea, ai 131 euro per uno in prima loggia e ai 94 per la seconda loggia.
Di fronte all’amara sorpresa alcuni tra gli spettatori truffati hanno deciso di andare via. Altri hanno deciso di rimanere: «Abbiamo cercato di rimediare alla situazione facendo pagare un biglietto studenti scontato del 50%».
Non si tratta di un caso isolato: «Truffe di questo tipo sono già accadute in altri teatri d’Italia. Noi alcuni mesi fa abbiamo chiesto pubblicamente agli spettatori di acquistare i tagliandi soltanto tramite i canali ufficiali. Ovviamente lunedì presenteremo una denuncia formale su quanto è accaduto» conclude Cigni.
Dai canali social del teatro Lirico arriva un avviso a chi ha intenzione di acquistare i biglietti per gli spettacoli di oggi e domani: «L’accesso in sala sarà consentito solo a chi ha acquistato regolarmente tramite i canali ufficiali. Ovvero la biglietteria del teatro, il sito ufficiale e il canale Vivaticket. I titoli acquistati al di fuori dei canali ufficiali non valgono per l’ingresso in sala. Denunciate subito alla polizia postale e contattate la banca per bloccare il pagamento».
