Domani, dalle 10, la chiesa di San Francesco di Masullas sarà protagonista di un’importante giornata dedicata a illustrare gli esiti di un progetto di restauro della chiesa e dei simulacri lignei in essa custoditi. Annessa all’antico convento cappuccino fondato intorno alla metà del Seicento, la chiesa di San Francesco è uno dei beni appartenenti al Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno.
Il restauro, realizzato grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha interessato sia l’edificio religioso sia un nucleo di diciotto sculture lignee databili tra la metà del Seicento e i primi decenni dell’Ottocento, di particolare rilievo nel panorama della statuaria sacra della Sardegna centro-meridionale. Tra le opere di pregio spiccano un Sant’Agostino, impreziosito dalla raffinata tecnica dell’estofado de oro e databile alla prima metà del Seicento, e un Cristo deposto dalle braccia snodabili, destinato alla celebrazione del rito del Su Scravamentu. A queste si affianca un ricco repertorio di immagini devozionali che testimoniano la stratificazione storica e artistica della chiesa. Alcune di esse si presentavano particolarmente degradate o erano state modificate nel corso del tempo.
L’ampiezza dell’intervento ha consentito il recupero dell’integrità materiale delle opere e di parte delle cromie originarie. Il restauro non rappresenta soltanto un’azione di conservazione, ma un’importante occasione di conoscenza, capace di restituire alle opere la loro piena leggibilità storica e artistica e di far emergere nuovi elementi utili alla comprensione del contesto culturale in cui furono realizzate.
L’intervento ha visto il coinvolgimento dei funzionari tecnici della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna, promotrice dell’iniziativa in collaborazione con il Comune di Masullas e la Fondazione Parte Montis. 

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