Si chiude a Ghilarza una vicenda risalente agli anni Ottanta: un esproprio non pagato che lo scorso anno è finito sotto la lente di ingrandimento del Tar.

Se ne è parlato nell’ultimo Consiglio comunale quando l’aula è stata chiamata ad approvare un debito fuori bilancio per le spese legali ammontanti a circa due mila euro e poi una somma di circa 82 mila euro per gli eredi Sanna, parenti del proprietario (ora scomparso) a cui il Comune non ha mai pagato quanto dovuto.

La sindaca Eugenia Usai in aula ha spiegato: «È una vicenda che risale agli anni Ottanta. L’Amministrazione aveva occupato un’area per realizzare una strada, ma non è mai stata formalizzata l’acquisizione e di conseguenza non è mai stato liquidato l’indennizzo al proprietario che, nel frattempo, è morto. Sono quindi intervenuti gli eredi che, nel corso degli anni, hanno presentato diverse richieste al Comune. Nel 2025 hanno presentato un ricorso al Tar che gli ha dato ragione».

Una volta riconosciuto il debito fuori bilancio, l’Assemblea civica ha proceduto con l’acquisizione mediante procedura coattiva sanante, per occupazione illegittima dell’area privata  in Via Tempio. Impossibile infatti ripristinare lo stato dei luoghi. Nel tratto espropriato è stata infatti realizzata la strada con i sottoservizi. «L’esborso finanziario occorrente per la demolizione, la rimozione delle reti e la progettazione/costruzione di una via sostitutiva risulterebbe di gran lunga superiore e macroscopicamente sproporzionato rispetto ai costi dell'acquisizione coattiva», si precisa nella delibera.

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