In Sardegna ogni mille euro persi nel gioco d’azzardo, i fondi pubblici investiti per la cura della patologia ammontano a 1,53 euro. Pochissimo, ma nell’Isola va meglio rispetto ad altre Regioni: il dato è pari al 2,9% se confrontato alla media nazionale di 1,49 euro. Il dato colloca la Sardegna all’undicesimo posto su 19 regioni.

I numeri arrivano da Oltre il Gioco un progetto indipendente dedicato alla prevenzione del gioco problematico. L'analisi ha messo a confronto la quota annua del Fondo per le dipendenze patologiche destinata ai piani regionali (32,195 milioni di euro in tutto) con la spesa al gioco legale registrata nel 2025 dalla relazione del Ministero dell'Economia: 21,62 miliardi di euro in 19 regioni (il Trentino-Alto Adige è escluso). 

«Alla Sardegna sono assegnati 874.935 euro l'anno per i piani sul gioco d'azzardo patologico, 56 centesimi per residente, in linea con la media nazionale. Nel 2025 i residenti hanno perso al gioco 571,2 milioni di euro, 367 euro per abitante. Dopo la Basilicata, è la seconda regione del Mezzogiorno in classifica, ben davanti alla Sicilia (1,29 euro)».

Secondo l'analisi la distribuzione non è casuale: «Dipende dai criteri fissati dal decreto del Ministero della Salute del 1° agosto 2025, tra i quali le perdite al gioco non rientrano. Il fondo è ripartito per il 70% in base alla quota d'accesso al Fondo sanitario nazionale, legata alla popolazione residente, e per il 30% in base alle persone trattate nel 2024 dai servizi pubblici per le dipendenze, per tutte le dipendenze e non solo per il gioco. Il secondo criterio premia i territori in cui la rete dei servizi è già più sviluppata: dove i servizi seguono meno persone, arrivano meno risorse per ampliarli».

Il confronto acquista un significato ulteriore accanto alla mappa dell'accessibilità ai centri di cura pubblicata da Oltre il Gioco ad agosto: «In Sardegna il portale dell'Istituto Superiore di Sanità censisce 2,57 centri per il disturbo da gioco d'azzardo ogni milione di abitanti, sotto la media italiana di 4,09».

(Unioneonline/A.D.)

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