«È lui il rapinatore di piazza Matteotti a Cagliari»: ma era in carcere ad Aversa
Indicato dalla vittima: la giudice attende la conferma dal penitenziario campano. La difesa deposita tutti i documenti che dimostrano la totale infondatezza delle accuseUn carcerato
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Un riconoscimento fotografico «senza alcuna ombra di dubbio», con una sicurezza della vittima che quello fosse il suo rapinatore di nove su dieci. Peccato che Emanuele Melis, 28 anni, di Quartu, quel giorno di tre anni fa si trovasse recluso in una cella del carcere di Aversa. Impossibile, sostiene dunque il difensore Roberto Zanda, che possa essere stato lui a commettere la rapina che gli viene contestata.
L’accusa
Il fatto che ha dato origine all’udienza preliminare, tenutasi ieri mattina davanti alla giudice Claudia Secci, risale al 18 agosto 2023. Un minorenne, in attesa dell’autobus davanti alla stazione Arst di piazza Matteotti, era stato avvicinato da un giovane che gli aveva chiesto di cambiare quattro banconote da 5 euro con una da 20. Incassato il taglio, l’uomo non non gli aveva restituito nulla. Alle richieste di spiegazioni, stando alla denuncia del ragazzo, l’avrebbe afferrato per il braccio sinistro, trascinandolo per qualche metro e minacciandolo: «Provengo da un posto molto pericoloso, non sono di Cagliari, posso farti molto male». All’ingresso della stazione un altro componente del gruppo gli avrebbe sferrato un calcio alla schiena.
Il riconoscimento
Tre giorni dopo la vittima, con il padre, aveva formalizzato la denuncia ai carabinieri di Stampace e aveva descritto il suo aggressore: 22-25 anni, tatuaggi su corpo e viso, maglia del Milan. I militari, a quel punto, avrebbero preparano un album con sei foto segnaletiche e il minorenne, senza indugio, avrebbe indicato la prima foto: quella di Melis, già conosciuto alle forze dell’ordine. Nel giugno 2024 l’informativa è così arrivata in Procura e il pm, sicuro del riconoscimento certo, aveva chiesto il rinvio a giudizio, contestando anche la recidiva reiterata.
La sorpresa
Il problema è che, secondo l’elenco dei movimenti dell’amministrazione penitenziaria, Emanuele Melis risulta essere entrato nel carcere di Aversa il 3 gennaio 2023 e ne sarebbe uscito il 24 ottobre successivo, per andare ai domiciliari. Il 18 agosto era dunque ancora recluso. Lo ha messo a verbale lui stesso, con una dichiarazione spontanea, nell’interrogatorio delegato in carcere il 9 gennaio 2025, ma – sempre stando a quanto racconta il difensore Zanda – nessuno avrebbe verificato. Ieri l’udienza preliminare davanti alla gup Claudia Sechi. La difesa ha insistito per il proscioglimento, producendo l’elenco dei movimenti del detenuto, ma la giudice ha rinviato per acquisire dal carcere di Aversa la conferma che Melis fosse in cella il giorno della rapina. Prossima udienza il 12 gennaio: quando arriverà la comunicazione formale del carcere di Aversa, l’imputato sarà prosciolto.
Francesco Pinna
