A Oristano una conferenza di archeozoologia
“Uomini e animali nella Sardegna antica” in programma domenica 4 ottobrePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Raccontare attraverso le tracce lasciate dagli animali la vita delle comunità che hanno abitato la Sardegna nei millenni. È l’obiettivo della conferenza “Uomini e animali nella Sardegna antica: contributi dell’archeozoologia”, in programma domenica 4 ottobre alle 18 nella Sala Conferenze dell’Hospitalis Sancti Antoni, con ingresso da via Cagliari.
L’appuntamento fa parte del ciclo “L’Antiquarium Arborense racconta la Sardegna – Archeologia, arte e scienza tra l’isola e il Mediterraneo”, promosso dalla Fondazione Oristano e dall’Assessorato alla Cultura del Comune. A guidare il pubblico saranno gli archeozoologi Alfredo Carannante e Salvatore Chilardi.
«Che cosa possono raccontare gli animali della storia delle comunità che hanno abitato la Sardegna? Molto», spiega la direttrice dell’Antiquarium Arborense Carla Del Vais. Ossa, palchi, conchiglie e altri resti recuperati negli scavi diventano così indizi per ricostruire economia, alimentazione e vita sociale delle popolazioni del passato.
Ma gli animali non erano soltanto una risorsa. Carne, latte, grassi, pellame e lana si affiancavano all’utilizzo di corna, ossa e conchiglie per strumenti, utensili e ornamenti. Alcune specie entravano inoltre nella sfera simbolica, tra sacrifici, banchetti, offerte votive e pratiche rituali.
Proprio queste tracce permettono oggi di ricomporre un quadro più ampio della Sardegna antica, mettendo insieme ambiente, abitudini alimentari, attività economiche e pratiche culturali. Un appuntamento per guardare alla storia dell’Isola da una prospettiva diversa, lasciando che siano anche gli animali, attraverso ciò che hanno lasciato negli scavi, a raccontare le società del passato.
