842 euro. È questo, in media, il rincaro annuo per ciascuna famiglia sarda media, secondo un’analisi dell'Unione Nazionale Consumatori, che ha rielaborato i dati territoriali dell’inflazione di settembre (nell’Isola al +4,4%, leggermente più alta rispetto alla media italiana di +4,2%) appena resi noti dall’Istat.

Guardando alle città, il rincaro annuo a famiglia a Cagliari si attesta a 836 euro, mentre a Sassari vale 853 euro. Cifre significative, che impattano sui bilanci e sulla vita domestica quotidiana, ma che comunque - magra consolazione - piazzano la Sardegna tra le regioni meno travolte dal generalizzato carovita.

La media dei rincari per famiglia media nel resto d’Italia è infatti di 1.061 euro, con punte nel Lazio (1.176 euro), in Trentino Alto Adige (1.153) e in Friuli Venezia Giulia (1.146).

Al primo posto tra le città, invece, c’è Vicenza, che con la seconda inflazione più alta d’Italia, +5,2%, ha la maggior spesa aggiuntiva su base annua, pari a 1.444 euro per una famiglia media. Al secondo posto Rimini, con un’inflazione del 4,6% rispetto a settembre 2025 e un incremento di spesa pari a 1.331 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio c’è Como che con +4,4% ha una spesa supplementare pari a 1.319 euro per una famiglia tipo.

La Sardegna, come detto, è nella parte bassa della classifica regionale, fra i territori dove i rincari annui ci sono (e si sentono), ma restano sotto quota mille euro. Una magra consolazione, come detto, per l’Isola, assieme a quella di avere una provincia nella top 3 dei territori più “risparmiosi”, ovvero la zona di Olbia-Tempio, dove l’inflazione annua di settembre è pari al +3,9%, con un rincaro annuo per famiglia media di “soli” 774 euro.

Si tratta comunque di «prezzi infuocati», commenta Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. «Si conferma la previsione di un autunno caldo sul fronte dei rincari. Un'escalation a dir poco allarmante e una batosta per le famiglie che è solo all'inizio», aggiunge Dona, sottolineando che «il carico sulle famiglie potrebbe infatti diventare ancora più oneroso a dicembre, quando arriveranno le prime bollette dopo l’accensione dei caloriferi».

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