Tre giorni per tornare a guardarsi negli occhi: è questo il messaggio che accompagna la prima edizione di “Spegni quel Cell”, Festival Internazionale di Teatro Ragazzi, in programma dal 13 al 15 novembre a Selargius, organizzato da Pinocchio Dance con la direzione artistica del celebre ventriloquo Daniele Contu, l’organizzazione dello psicologo Ivan Contu e con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Selargius e della Regione Sardegna.

Un progetto culturale che nasce con un obiettivo preciso: offrire alle famiglie un'occasione per ritrovarsi, condividere emozioni e riscoprire il valore delle relazioni attraverso il linguaggio universale del teatro.

In un'epoca in cui smartphone, social network e dispositivi digitali occupano uno spazio sempre più importante nella vita quotidiana, “Spegni quel Cell” invita grandi e piccoli a fermarsi, spegnere per qualche ora gli schermi e riaccendere l'attenzione verso le persone.

Ad aprire il festival sarà uno degli appuntamenti più attesi: l'incontro con Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e scrittore, in programma venerdì 13 novembre alle ore 21:30, intervistato da Massimiliano Medda.

Lo straordinario interesse del pubblico per la presenza del notissimo divulgatore e saggista, sempre molto seguito nelle sue tappe isolane come il sold out dello scorso anno al Teatro Lirico di Cagliari con oltre 1.500 appassionati ad ascoltare il suo monologo “Mordere il cielo”, testimonia il grande interesse verso i temi dell'educazione, della genitorialità e delle trasformazioni delle relazioni familiari.

La partecipazione di Crepet rappresenta un momento particolarmente significativo all'interno di una manifestazione che vuole mettere al centro il dialogo tra generazioni e stimolare una riflessione sul ruolo degli adulti nell'accompagnare la crescita dei più giovani.

Ma “Spegni quel Cell” non si esaurisce nell'incontro con Paolo Crepet.

Il cuore della manifestazione è costituito da sei spettacoli dedicati a bambini e famiglie, con proposte artistiche capaci di coinvolgere pubblici di età differenti.

Il programma propone un viaggio tra teatro d'attore, burattini, mimo e teatro d'animazione, attraverso produzioni che mettono al centro la fantasia, il divertimento e l'esperienza condivisa tra genitori e figli.

Si comincia venerdì 13 novembre alle ore 17:00 con “La regina della cenere” della Compagnia Tragodia, una divertente parodia della celebre fiaba di Cenerentola.

Alle 18:30 sarà la volta di Steve Cable con lo spettacolo di burattini “Otello e lo stregone”.

“L’incantatore” di Saeed Fekri, spettacolo intenso che unisce mimo e clownerie, aprirà la seconda giornata di sabato 14 novembre.

A seguire spazio alla comicità di Nicola Cancedda che proporrà l’esilarante monologo “I Newragici”.

Ultima giornata domenica 15 novembre con altri due appuntamenti: in apertura, alle ore 17:00, Veronica Gonzalez con “C’era due volte un piede”, un originale spettacolo di teatro d’animazione, mentre la chiusura della kermesse, alle ore 18:30, vedrà impegnato Daniele Pettinau, della Compagnia La Maschera, con i suoi burattini per interpretare la pièce “Efisio e la peste”.

«Abbiamo voluto creare un festival che non fosse soltanto una successione di spettacoli, ma un’occasione per riflettere sul tempo che dedichiamo ai nostri figli e sulla qualità delle relazioni familiari - spiega Daniele Contu, direttore artistico della manifestazione - Il nostro messaggio non è una condanna della tecnologia, che fa ormai parte delle nostre vite, ma un invito a ritrovare un equilibrio. Vogliamo ricordare che le emozioni più importanti non passano attraverso uno schermo, ma attraverso un’esperienza condivisa. Il teatro è uno strumento straordinario per riscoprire tutto questo. E ci auguriamo che il Festival possa diventare un appuntamento capace di crescere negli anni insieme alle famiglie del nostro territorio».

Le rappresentazioni si svolgeranno negli spazi del Teatro Si 'e Boi e nella sua Sala Arti Musicali, trasformando per tre giornate la struttura di Selargius in un luogo di incontro, partecipazione e condivisione.

L.P.

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