«Le pietre millenarie della civiltà nuragica, non appartengono a un passato remoto, ma costituiscono l'infrastruttura viva su cui fondare il riscatto culturale e sociale delle zone interne». Lo dice Patrizia Tomassetti, sindaca di Bortigali, ideatrice di October Archeo Fest che ha interessato sette comuni del Marghine, che ha richiamato centinaia di persone non solo coinvolgendo il territorio, ma l'intera isola.

La chiusura del festival archeologico si è svolta ieri a Borore, dove è stato posto al centro del dibattito la transizione dalla ricerca scientifica alla gestione manageriale del patrimonio archeologico.

La discussione ha analizzato la sostenibilità economica dei beni culturali, evidenziando come l’archeologia e l'effetto traino dei dossier UNESCO rappresentano gli unici veri motori capaci di destagionalizzare l'offerta turistica sarda per l'intero anno, superando i limiti del balneare. È emersa l'efficacia di modelli gestionali stabili e partecipati dal pubblico, come le società in-house comunitarie, affiancati a una moderna strategia di ascolto dei pubblici che trasformi i musei da luoghi autoriferiti a spazi aperti alle comunità e ai giovani. Da tutti i partecipanti è infine giunto l'invito a trasformare l'alleanza dei sette Comuni dell'Archeo Fest in una governance permanente, per gestire e promuovere l'altopiano del Marghine come un unico grande distretto culturale.

«Abbiamo intercettato un bisogno profondo e diffuso - dice Patrizia Tomassetti - le persone vogliono vivere i luoghi, comprendere la storia e riappropriarsi del proprio patrimonio. Questo festival ha dimostrato che le nostre comunità sanno fare rete con entusiasmo e determinazione. Le sale gremite, la grande affluenza alle visite guidate e l'interesse verso i cantieri di restauro confermano che le pietre millenarie non appartengono a un passato remoto, ma costituiscono l'infrastruttura viva su cui fondare il riscatto culturale e sociale delle zone interne». 

Alla cerimonia conclusiva ha presenziato l'assessore regionale al turismo, Franco Cuccureddu, che ha evidenziato la forza attrattiva dell'Isola oltre la stagione estiva: «Il turismo balneare si esaurisce in una finestra di tre o quattro mesi all’anno- dice l'assessore-  l’archeologia, al contrario, rappresenta la vera risorsa per destagionalizzare l'offerta e parlare ai grandi mercati internazionali. I viaggiatori di tutto il mondo cercano autenticità, civiltà arcaiche e riconoscimenti UNESCO: la prospettiva di mettere a sistema il nostro straordinario patrimonio nuragico ci consente di creare quella massa critica indispensabile per promuovere la Sardegna come meta d'eccellenza attiva 365 giorni all'anno».

La manifestazione, nel suo insieme, è stata comunque un successo, nonostante qualche polemica che ha caratterizzato l'apertura, sull'assenza dall'iniziativa dell'Unione dei Comuni del Marghine e del Comune di Macomer, oltre a quello di Sindia e Lei.  

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