Il Maggio 1906: storia di una rivolta a Cagliari
Il parallelo con le tensioni attuali riporta alla luce gli eventi di 120 anni fa. La rivolta delle sigaraie, la fuga di Bacaredda e la repressione nel sangue che contò due giovanissime vittimePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I recenti scontri avvenuti in molte città, ci riportano alla memoria ciò che avvenne a Cagliari nel tragico Maggio del 1906. In un'epoca segnata da grandi cambiamenti, il costante aumento del costo della vita, i salari bassi, le tasse, in particolare quella della quarta regia, che tratteneva il 25% dei guadagni dei mercati, furono oggetto di aspre contestazioni. Le condizioni lavorative disumane, con turni che in alcuni casi superavano abbondantemente le 12 ore giornaliere, alimentarono tensioni e proteste. Il crescente malcontento serpeggiava tra operai, manovali, panettieri, portuali e le sigaraie della Manifattura Tabacchi. Queste ultime divennero parte attiva dei moti. La loro portavoce Bonaria Cortis, assieme ad altre colleghe, fu protagonista di un confronto diretto col sindaco Ottone Bacaredda. L'indifferenza dell'amministrazione cittadina si rivelò ben presto un grave errore.
Nelle giornate del 14 e del 15 Maggio 1906 la situazione infatti degenerò. Migliaia di lavoratori si ritrovarono al Bastione di Saint Remy e nelle manifestazioni successive la tensione aumentò fino a sfociare in accesi scontri. In uno di questi trovarono la morte due giovanissimi partecipanti. Vennero saccheggiati negozi di alimentari, furono rovesciati carri e tram, in un crescendo di incendi e devastazioni.
Navi cariche di soldati partirono alla volta della città per placare la folla. Il sindaco Bacaredda fu costretto a dimettersi temporaneamente. La rivolta venne infine repressa dalle forze dell'ordine. Nei giorni successivi la città, fino ad allora pacifica, piombò nella costernazione. La violenza, le morti e i feriti, non furono mai giustificati dall'esasperazione della protesta.
