Cosa c'è dopo il futuro, l'arte di "Pastorello" a Quartu
Le opere dell'artista sassarese in esposizione da The Social GalleryPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il rapporto con il futuro, narrato attraverso immagini che sovvertono percezioni e convenzioni della rappresentazione: questa è "After the Future", mostra personale dell'artista sassarese Giovanni Manunta, alias "Pastorello", che dal 24 al 28 novembre sarà in esposizione da The Social Gallery di Quartu Sant'Elena, in via Eligio Porcu 43. Le opere inserite nel percorso sono offerte dalla Collezione Giuseppe Demara, in un percorso curato da Ivo Serafino Fenu.
Con l'inaugurazione che avrà dunque luogo questo sabato alle 18, "After the Future" intende squarciare un velo sulle visioni archetipiche dell'avvenire e la complicata relazione che deriva dalla loro evanescenza. Elementi organici convivono accanto a strutture artificiali, insieme a richiami arcaici e visioni ipertecnologiche, in un equilibrio tanto fragile quanto finora intatto: il risultato sono mondi sospesi e fondamentalmente enigmatici, che spalancano la porta a differenti interpretazioni.
La pittura viene perciò presentata come antidoto alla saturazione visiva e dell'infodemia, con gesti, cancellazioni ed errori che restituiscono all'arte una dimensione fisica e temporale, distaccata dalla freneticità dell'immateriale digitale. Il futuro viene così confrontato guardando alle possibilità inesplorate del linguaggio pittorico e della sua capacità di interrogare chi guarda, tutte (per ora) nel presente.
Nato a Sassari nel 1967, Manunta è considerato tra i protagonisti della pittura contemporanea in Sardegna: con una ricerca che si sviluppa tra sovrapposizioni visive e inattesi rovesciamenti di significato, le sue opere cercano di rifuggire letture univoche, provocando piuttosto uno spiazzamento negli occhi e nei pensieri di chi guarda. E in questa personale a lui dedicata, andrà così a chiudersi la quinta edizione di V-Art Quartu Exposition, progetto espositivo promosso dall’Associazione Culturale Labor e diretto da Giovanni Coda.
