Il giorno dei 153mila voli aerei
Flightradar24: mai così tanti nella storia. Nell’atmosfera 3,9 milioni di tonnellate di CO2Un aereo pronto al decollo
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Centocinquantatremila voli commerciali in un solo giorno: tradotto in CO2, quanto fa? È il bilancio del 23 luglio 2026, la giornata record registrata da Flightradar24, che ha tracciato 153.359 voli commerciali in 24 ore. Considerando anche l’aviazione privata, gli elicotteri, i voli governativi e militari e gli altri apparecchi monitorati dalla piattaforma, il totale è arrivato a 287.364 voli: secondo il servizio online che permette di seguire in tempo reale gli aerei in volo su una mappa mondiale, mai nella storia se ne erano avuti così tanti.
Tradotto in emissioni, quel giorno record vale circa 3,9 milioni di tonnellate di CO2. Per il calcolo c’è un piccolo aiuto da casa: una stima basata sulle previsioni della International Air Transport Association per il 2026, che indicano un consumo medio nell’ordine dei 10 mila litri di carburante per volo. Applicando il fattore di 3,16 chili di CO2 per ogni chilo di carburante indicato dall'Iata, si arriva a circa 25 tonnellate di CO2 per volo: moltiplicate per i 153.359 voli commerciali, fanno appunto poco meno di 3,9 milioni di tonnellate di CO2 in quella giornata. È una stima, non una misurazione diretta: il consumo varia sensibilmente in funzione del tipo di aereo, della distanza, del carico e delle condizioni di volo.
A questo punto la tentazione è forte: utilizzare lo scorso 23 luglio come «giorno campione» per provare a misurare, con tutte le cautele necessarie, l'ordine di grandezza delle emissioni prodotte nello stesso arco di tempo dalle altre attività di spostamento degli esseri umani. Che, rispetto a mezzo secolo fa, viaggiano molto, molto di più.
Le auto nel mondo
Nel 1976 la media giornaliera delle partenze dei vettori registrati nel mondo era di circa 26.100 voli: quasi sei volte meno del fatidico 23 luglio scorso. Nel mondo circolavano inoltre circa 270 milioni di automobili; oggi ce ne sono circa 1,45 miliardi, di cui una quota nell'ordine del 5 per cento è costituita da auto elettriche, secondo le stime più recenti. Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia, nel 2024 il trasporto stradale ha prodotto poco più di 6 miliardi di tonnellate di CO2 e automobili e furgoni rappresentano oltre il 60 per cento delle emissioni del settore. Sono più di 3,6 miliardi di tonnellate l'anno: divise per 365 fanno circa 9,9 milioni di tonnellate in media al giorno, circa due volte e mezza le emissioni stimate per i voli commerciali del giorno dei record.
Tutti in crociera
Poi ci sono le crociere. Nel 1970 i passeggeri che ne avevano effettuata una erano circa 500 mila; nel 2025 sono arrivati a 37,2 milioni, circa 74 volte tanto. Le navi sono passate da poche decine a oltre 500. Per le emissioni non esiste però un dato mondiale altrettanto omogeneo e affidabile: una stima nell'ordine delle decine di milioni di tonnellate di CO2 equivalente (unità di misura dell'effetto sul clima di diversi gas serra) l'anno porta a circa 100 mila tonnellate al giorno. È un ordine di grandezza molto meno solido di quello relativo all'aviazione, avverte il chatbot, e va quindi considerato soltanto indicativo.
Il peso climatico delle guerre
Ma non solo di turismo e viaggi vive l'uomo. Un'altra attività che ci impegna, purtroppo, con una certa continuità è la guerra, che oltre a tutti gli orrori prodotti brucia carburante, consuma energia per la produzione e il trasporto delle armi, provoca incendi, distrugge edifici, foreste e coltivazioni, comporta la necessità di smaltire macerie e ricostruire. Per l'Ucraina, uno studio pubblicato su Science of the Total Environment ha stimato in circa 77 milioni di tonnellate di CO2 equivalente le emissioni associate ai primi 18 mesi di conflitto: trasformate in una media giornaliera, sono circa 140 mila tonnellate. Un successivo bilancio dell'Initiative on GHG Accounting of War ha portato la stima complessiva, includendo anche le emissioni legate alla futura ricostruzione, a circa 175 milioni di tonnellate. Anche per Gaza esistono stime. Uno studio pubblicato nel 2026 su One Earth ha calcolato oltre 1,3 milioni di tonnellate di CO2 equivalente per le attività direttamente legate al conflitto nel periodo analizzato: circa 3.300 tonnellate al giorno. La CO2 equivalente è l'unità di misura che consente di esprimere in termini comparabili l'effetto sul clima di diversi gas serra.
Data center e AI
E poi – il chatbot non si offenda – ci sono i data center, compresi quelli che fanno funzionare l'intelligenza artificiale. Nel 2025 hanno consumato nel mondo circa 485 terawattora di elettricità, secondo l'Agenzia internazionale dell'energia, una media di 1,33 terawattora al giorno. Per le emissioni indirette legate alla produzione di quell'energia, l'Iea stima circa 180 milioni di tonnellate di CO2 nel 2024: poco meno di mezzo milione di tonnellate al giorno. Anche questo è però un settore in forte crescita: nel 2025 il consumo elettrico dei data center è aumentato del 17 per cento, quello dei centri dedicati all'intelligenza artificiale del 50 per cento.
Il calcolo finale
Mettendo insieme questi ordini di grandezza si arriva a una cifra impressionante per quel famoso 23 luglio: circa 14,5 milioni di tonnellate di CO2 e CO2 equivalente in un giorno. È un esercizio, ovviamente: soltanto il dato dei voli è riferito direttamente a quella giornata, mentre gli altri sono medie giornaliere ricavate da periodi molto più lunghi. Non è quindi una fotografia delle emissioni mondiali ma un confronto tra ordini di grandezza. E già così, quei milioni di tonnellate di emissioni climalteranti prodotti ogni giorno restituiscono la dimensione di una situazione che non ha precedenti nella storia dell'umanità.
