Cronaca » Provincia di Treviso

Treviso, molestie sessuali ai malati in ospedale: sacerdote a processo

Lunedì 03 Settembre alle 14:09


Don Federico De Bianchi

Affronterà il processo, dopo aver rifiutato il patteggiamento, don Federico De Bianchi, il sacerdote della Diocesi di Vittorio Veneto (Treviso), indagato dalla procura di Treviso per violenza sessuale.

Il religioso è stato accusato tre anni fa di molestie sessuali nei confronti di tre giovani - tutti maggiorenni - ricoverati, negli anni 2009 e 2010, nell'ospedale di Conegliano dove aveva prestato servizio come cappellano.

Le presunte vittime hanno denunciato l'uomo, raccontando alle forze dell'ordine di essere stati palpeggiati nelle parti intime e baciati mentre erano sdraiati a letto.

A rendere nota la vicenda Corrado Pizziolo, vescovo di Vittorio Veneto, che in un comunicato scrive: "Un nostro confratello, don Federico de Bianchi, è stato accusato circa tre anni fa di molestie sessuali nei confronti di alcune persone maggiorenni ricoverate, negli anni 2009 e 2010, nel reparto di psichiatria dell'ospedale dove egli ha prestato servizio come cappellano.

"Dopo un primo momento di incertezza, derivante dalla labilità delle accuse, i responsabili dell'Ulss hanno messo la cosa nelle mani della magistratura, la quale ha deciso che la questione debba essere dibattuta in sede processuale", si legge ancora nella nota.

"Fin dal primo momento don Federico, che si è confrontato con me, si è dichiarato deciso nell'escludere la via del patteggiamento e anche quella del rito abbreviato - prosegue il vescovo -, d'accordo con i suoi legali, affronterà il dibattimento processuale: il luogo adeguato dove far sentire la voce della difesa e poter

dimostrare la propria innocenza".

Pizziolo poi conclude: "Ho fiducia che tutto questo condurrà a un chiarimento, che potrà portare ad un rasserenamento, anche delle persone coinvolte alle quali intendo esprimere in ogni caso tutta la mia vicinanza"

(Unioneonline/F)

Loading...
Caricamento in corso...

Scrivi un commento

Per inserire questo commento devi essere registrato a L'Unione Sarda.
Se sei già registrato, effettua l'accesso:

Non sei ancora registrato? Registrati ora!

Hai un account su Facebook? Puoi utilizzarlo per loggarti ai nostri servizi
Login con Facebook

L’Unione Sarda ha scelto di aprire i propri articoli ai commenti dei lettori con l’obiettivo di far crescere insieme questa community nel rispetto reciproco. La redazione si riserva pertanto il diritto di rimuovere i commenti che non rispettano le regole di un confronto libero e civile. L’Unione Sarda si riserva inoltre il diritto di segnalare alle autorità competenti eventuali abusi o violazioni.

3 commenti

  • nur 03/09/2018 19:02:47

    Il Papa avrebbe molto di cuo occupparsi se non fosse impegnato a interferire con la politica italiana.
  • tigellius 03/09/2018 18:34:43

    In una società che vuole dirsi CIVILE, i processi vengono fatti per verificare o meno l'esistenza di un reato, sopra ogni dubbio. E, nel caso, per condannare chi ha compiuto tale reato. A chi invece ha un livello di civiltà all'altezza del battiscopa, bastano poche righe di un articolo giornalistico per trovare il colpevole e pronunciarne la sentenza!
  • pierolog 03/09/2018 17:54:37

    Il vescovo Pizziolo lascia chiaramente intendere che ritiene innocente il prete dopo avere precisato che i pazienti erano maggiorenni (a buon intenditore . . .). Il vescovo dimentica di dire che il tutto è avvenuto nel reparto di psichiatria e che gli accusatori sono tre persone diverse ma tutte concordi sull'accaduto. SIAMO ALLE SOLITE CON LA DIFESA D'UFFICIO E L'IPOCRISIA CLERICALE