Cronaca » Provincia di Agrigento

Lampedusa, cortei alla Giornata in memoria delle vittime dell'immigrazione

Martedì 03 Ottobre alle 20:32


Migranti

Era il 3 ottobre del 2013 quando, a poche miglia dal porto di Lampedusa, più di 360 persone morivano in uno dei più drammatici naufragi degli ultimi anni.

Una data, quella del 3 ottobre, che è diventata la Giornata in memoria delle vittime dell'immigrazione.

Per celebrarla oggi a Lampedusa sono state organizzate marce e cortei a cui hanno partecipato centinaia di persone.

"Forse non tutti in Italia ricordano l'articolo 10 della nostra Costituzione - ha detto il presidente del Senato Piero Grasso, intervenuto -. Quello che sancisce un diritto universale, il diritto d'asilo allo straniero al quale, nel suo paese, sia impedito l'esercizio della libertà. E allora non solo chi fugge dalla guerra, ma anche chi scappa dalla povertà, dalla fame, dalla violenza ha diritto d'asilo. Io oggi sono qui per ribadire la volontà delle istituzioni tutte ad andare avanti su questa strada".

"Lampedusa - ha concluso - è un esempio, un modello da imitare e da seguire".

"La memoria deve essere un fatto attivo - gli ha fatto eco il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli - ed essere vivi e attivi significa impegnarsi parlando con il linguaggio della verità. Non dobbiamo aver paura a dire che ancora si fa fatica ad accogliere e integrare".

"Davanti a questo mare di Lampedusa ci sono 30mila morti e sono solo quelli contati - ha aggiunto il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas italiana - ma ve ne sono altrettanti non contati. Vogliamo e dobbiamo smettere di contare i morti. Questa Europa stanca e debole deve cambiare".

(Redazione Online/D)

IL VIDEO DELLA CROCE ROSSA:

Video: La Croce Rossa sui migranti: "Non è il mare che uccide, ma gli uomini"

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GLI SBARCHI IN SARDEGNA:

Video: Sulcis, sbarchi senza fine: altre 116 persone

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Non si placa l'ondata di sbarchi nelle coste del Sulcis.

Dopo i 184 migranti che hanno messo piede a terra tra lunedì e martedì, altri 116 nordafricani, tra i quali anche un bambino, sono sbarcati tra Porto Pino, Teulada e Sant'Antioco. Un vero e proprio assalto che, viste le condizioni meteo ancora piuttosto favorevoli, potrebbe proseguire per diverso tempo. Si rischia così di dover aggiornare costantemente un bollettino degli arrivi che, da sabato a ieri, ha fatto registrare lo sbarco di ben 322 migranti. Si è superato così il numero registrato (1.106) nel 2016.

LA GIORNATA - Anche ieri è stata vera emergenza sulle coste meridionali dell'Isola, oramai scalo privilegiato nella rotta Algeria-Sardegna.

E durante la notte altri tre sbarchi. Il primo a Cala Sapone (Sant'Antioco), dove è approdato un barchino con 17 persone a bordo. Altrettanti migranti (tra cui un bambino) sono sbarcati a Porto Pino, poi bloccati dai carabinieri del Comando di Carbonia.

Altri 20 sono sbarcati nel porto di Sant'Antioco davanti al comando della sezione navale della Guardia di finanza.

Ma la giornata di arrivi, che ha visto impegnati anche gli agenti di polizia, non ha risparmiato Teulada dove un barchino con 17 migranti è stato bloccato dopo l'approdo a Cala Arrespiglia dentro il poligono militare.

Subito dopo altri 13, sempre dentro la base, sono stati individuati a Cala Lilliu. Grande lavoro anche per la motovedetta dell'Esercito che, al largo di Capo Teulada, ha intercettato due barchini con 15 e 17 migranti a bordo.

LE PROTESTE - Intanto a Sant'Antioco arrivano le prime reazioni. La prima è quella di Simone Caddeo. "Non vogliamo che Sant'Antioco diventi centro di arrivo continuo. Siamo seriamente preoccupati", ha scritto in una nota il referente dei Fratelli d'Italia-An del centro lagunare.

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1 commenti

  • MARIANO47 04/10/2017 08:10:27

    non siamo noi italiani che dobbiamo vergognarci delle loro morti, se rimanessero a casa loro non sarebbero morti