Cortei contro il carovita in tutta Italia: città blindate e tensioni
Scontri a Milano, Firenze, Bologna, Torino: cori contro Meloni, la guerra e il carovita, diversi negozi abbassano le saracinesche(Ansa)
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Momenti di inevitabile tensione, qualche scontro con le forze dell’ordine con cariche e lanci di lacrimogeni. Ma tutto sommato nulla di particolarmente grave, e soprattutto nulla di paragonabile a quanto avvenuto lo scorso fine settimana nel centro di Milano.
Questo il bilancio provvisorio dei cortei contro il carovita che si sono tenuti in tutte le principali città italiane.
Ovunque cori e striscioni contro Giorgia Meloni e il Governo, contro il carovita, contro la guerra e il riarmo, anche contro Zelensky. Non sono mancati slogan contro le forze dell’ordine.
MILANO
Milano osservata speciale, con il Duomo blindato e diversi controlli preventivi in metropolitana per scongiurare i saccheggi e i vandalismi di massa dello scorso fine settimana per le vie del centro. Alcuni scontri si sono verificati all’altezza di Corso Venezia, dove alcune migliaia di manifestanti, perlopiù studenti universitari, si sono fronteggiati con le forze dell’ordine. Sono volate alcune manganellate e il corteo è stato bloccato all'altezza di via Borghetto. Diversi negozi hanno abbassato le saracinesche per paura di disordini.
Due i cortei: uno che da piazza Leonardo Da Vinci si è diretto verso il centro, partito con 500 persone che progressivamente sono diventate diverse migliaia. Altri 5mila manifestanti, soprattutto studenti e antagonisti dei collettivi, sono partiti da Lanza davanti al Piccolo teatro diretti verso le periferie.
BOLOGNA
Carica della polizia, a Bologna, in piazza dei Martiri, con gli agenti che hanno respinto i manifestanti verso via Marconi rincorrendoli. Poco prima i manifestanti avevano lanciato bottiglie verso le forze dell'ordine. Nel frattempo è arrivato anche un mezzo idrante per allontanare i manifestanti. Dal corteo anche petardi contro poliziotti e carabinieri. Alcuni manifestanti sono stati bloccati, e nuove cariche sono state effettuate anche successivamente dagli agenti.
FIRENZE
A Firenze la tensione è salita quando il corteo, lasciata piazza Santo Spirito, ha cercato di raggiungere il 'cuore' del centro e si è fermato sul ponte Santa Trinità dopo che le forze dell'ordine hanno impedito l'accesso a via Tornabuoni, il 'salotto buono' della città e sul lungarno, che porta a Ponte Vecchio. Ci sono stati alcuni momenti di tensione, con contatti tra manifestanti e forze dell'ordine, lancio di alcuni oggetti da parte dei partecipanti alla manifestazione e manganellate da parte degli agenti in tenuta antisommossa. Dopo diversi minuti la situazione è tornata alla normalità.
ROMA
Momenti di tensione si sono verificati a Roma nell'area archeologica del Colosseo. È qui che i giovani hanno effettuato una deviazione raggiungendo l'arco di Costantino, area tradizionalmente piena di turisti. Li è intervenuta anche la polizia in tenuta anti-sommossa. Sono seguiti momenti di tensione, ma nessuno scontro. Alcuni manifestanti sono entrati al Colosseo.
TORINO
Scontri a Torino quando la polizia ha impedito ai manifestanti che si sono ritrovati in piazza Castello di procedere verso via Po. Gli agenti hanno respinto i manifestanti con una breve carica di alleggerimento, con gli scudi e i manganelli. La polizia aveva invitato partecipanti a procedere verso l'area Nord della città, attraverso i Giardini reali. Sono volati oggetti, anche sassi, all’indirizzo delle forze dell’ordine.
NAPOLI
Momenti di tensione ma senza conseguenze di rilievo durante il corteo a Napoli. Si sono verificati in via de Pretis, al passaggio dei manifestanti davanti al palazzo della compagnia di crociera Msc, il cui ingresso era presidiato da una barriera di poliziotti in assetto antisommossa. Una circostanza che ha generato un parapiglia tra i manifestanti terminato nel giro di pochi secondi.
Dagli stessi partecipanti al corteo è arrivato più volte l'invito a chi indossa il cappuccio a scoprirsi il capo. Due i petardi esplosi nel corso della manifestazione accompagnati da un coro di riprovazione ("Scemo, scemo"). Il corteo, oltre 500 persone, è arrivato in piazza Municipio. "Giorgia Meloni vattene" il coro più ricorrente intonato dai manifestanti, assieme alla richiesta di dimissioni della premier.
Alla fine, alla richiesta dei manifestanti agli agenti di togliersi i caschi come gesto distensivo a conclusione di una manifestazione senza problemi di ordine pubblico, le forze dell’ordine hanno risposto allentando il cordone di sicurezza e allontanandosi di qualche metro, tra gli applausi della piazza.
(Unioneonline)
