Finita l’estate, la Sardegna rallenta e inaugura una stagione affascinante che si sposta dalla costa alle aree interne, piena di appuntamenti che danno spazio alle feste enogastronomiche, al folklore più autentico, alle tradizioni e alle passeggiate nei boschi.

Gli eventi

Si parte con il celebre circuito di Autunno in Barbagia, che comprende anche La Montagna produce a Desulo; si prosegue con Saboris Antigus-I territori del Gusto, in nove comuni di Trexenta e Sarcidano (si inizia oggi a Gergei); Salude&Trigu (in 77 centri del nord); gli appuntamenti per Ognissanti, culto delle anime e commemorazione dei defunti, e in mezzo una miriade di sagre e richiami per i visitatori sardi e i turisti, perlopiù stranieri, amanti di esperienze diverse dal mare.

Tra ottobre e novembre si contano circa 150 “eventi”, «grazie anche al fatto che la Regione finanzia tredici cartelloni attrattori turistici che premiano la destagionalizzazione», spiega l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu. «E questi eventi generano flussi importanti anche di turismo interno, cioè quello che prevede almeno una notte in una struttura ricettiva o un pasto in in ristorante di un comune fuori dalla propria provincia di residenza».

Le Cortes

Autunno in Barbagia registra tra le 450mila e le 500 mila presenze in sedici weekend. «Partecipano 33 paesi e 2.700 imprese, più gli hobbisti», racconta Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio di Nuoro, «il fatturato complessivo si aggira sui 12 milioni di euro. La manifestazione è cresciuta nel tempo, e adesso siamo al punto che spesso c’è la necessità di limitare gli accessi, per tutelare molti paesi fragili. Il 25% degli ospiti sono stranieri».

L’enoturismo

Dello stesso avviso Luigi Cau, presidente della Res, la Rete Enoturismo Sardegna nata nel 2020, che abbraccia una trentina di cantine. «Rappresentiamo uno spaccato del settore vitivinicolo dell’Isola», spiega, «e abbiamo un obiettivo molto chiaro: creare un sistema di ospitalità coordinato, fondato sulle relazioni e su un’esperienza autentica, capace far sentire il visitatore a casa, in famiglia, un sistema che integra le visite e le degustazioni in cantina, con la cucina locale, la cultura, l’archeologia e l’artigianato».

Cristina Cossu

Tutti i dettagli su L’Unione Sarda in edicola e sull’Unione Digital

© Riproduzione riservata