Il classico colore della ghisa non c’è più. Al suo posto sono comparsi il verde e l’azzurro, colori che richiamano immediatamente quelli di Nuoro. Una scelta estetica che ha acceso il dibattito politico in città e sulla quale la consigliera comunale Maura Chessa chiede ora conto all’amministrazione. La questione approderà in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione urgente rivolta all’assessore all’Ambiente Marco Canu. Al centro ci sono le fontanelle pubbliche tinteggiate nelle scorse settimane: chi ha deciso di intervenire? Sulla base di quali atti? Con quali autorizzazioni? E soprattutto, quanto è costato il lavoro ai cittadini?

Sono alcune delle domande alle quali la Chessa chiede risposte. Non solo una questione di colore, dunque. La consigliera vuole sapere se siano state valutate anche la conservazione delle fontanelle, la possibilità di riportarle eventualmente all’aspetto originario e la reversibilità dell’intervento, oltre all’eventuale presenza di vincoli sui manufatti. Ma per Chessa la vicenda solleva soprattutto un problema di metodo e di trasparenza amministrativa. «Chi ha deciso di tinteggiare le fontanelle della città?», domanda la consigliera, che punta il dito anche sul mancato coinvolgimento della Commissione Ambiente.

Una commissione che, secondo quanto denunciato non viene convocata dal luglio, nonostante nel frattempo siano state assunte decisioni che riguardano elementi riconoscibili dello spazio urbano. «Le fontanelle appartengono alla città. Il loro aspetto non può essere trattato come una scelta personale: servono atti, criteri e responsabilità chiare. I cittadini hanno diritto di sapere chi ha deciso, quanto hanno speso e come sono stati tutelati i manufatti», afferma Chessa. La consigliera chiede inoltre se l’amministrazione abbia già valutato la necessità di un eventuale ripristino dell’aspetto originario. «La Commissione Ambiente deve essere convocata e messa nelle condizioni di lavorare. Su decisioni che riguardano il patrimonio di tutti, il confronto non è un optional», ribadisce.

L’attacco politico, però, va oltre. Per Chessa, mentre si interviene sull’aspetto di alcuni manufatti urbani, restano irrisolti problemi ben più evidenti legati alla manutenzione e al decoro. «Il degrado della città è sotto gli occhi di tutti: il verde è abbandonato e la cura degli spazi pubblici continua a mancare. In queste condizioni, la priorità non può essere scegliere il colore delle fontanelle o progettare panchine. Prima vengono pulizia, manutenzione e decoro urbano», incalza.

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