L'intervento provvidenziale a Sessini, a due passi da Gentilis, di Alessio Pilloni, dipendente Forestas. Protagonista un esemplare femmina del rarissimo astore sardo, sottospecie endemica che vive solo nei boschi della Sardegna e Corsica, considerato uno dei rapaci più preziosi e difficili da avvistare del Mediterraneo. Ora è al Centro Recupero Fauna Selvatica di Monastir. Poteva finire sotto le ruote di un'auto. Invece è stato salvato. Era tramortito, immobile, bagnato fradicio in mezzo alla carreggiata della SP 65, in località Sessini, a due passi dal parco di Gentilis, sotto le prime piogge autunnali che in questi giorni hanno flagellato il territorio.

A trovarlo, Alessio Pilloni, dipendente di Forestas, che proprio in quell'area presta servizio ogni giorno. «Stavo andando al lavoro quando ho visto il piccolo rapace immobile sull'asfalto – racconta – Mi sono subito fermato e l'ho raggiunto: apparentemente non aveva ferite ma appariva stordito, incapace di riprendere il volo. Il predatore, restato a terra fradicio a causa delle prime piogge autunnali, non ha potuto cacciare e la fame lo ha velocemente debilitato».

Un salvataggio al limite. La SP 65 è una strada stretta, trafficata a quell'ora da mezzi agricoli, turisti e camion. Un attimo in più e sarebbe stato travolto. «Fortunatamente non è stato investito da nessun veicolo – racconta Pilloni – l'ho preso con le mani, con delicatezza, e portato in una vicina azienda di Serpi. Qui ho rifocillato l'animale, una femmina, perché era tramortita. Durante la prima assistenza evidenziava problemi a un'ala. Da un esame superficiale non aveva traccia di ferite da fucilata, probabilmente i traumi sono stati causati da un contatto con fronde di alberi o con una linea elettrica».

Un dettaglio che esclude subito la mano dell'uomo e fa pensare a un incidente di volo, non raro per un cacciatore che vive sfrecciando a tutta velocità nel folto del bosco. Dopo la prima assistenza, la femmina ha reagito subito. Successivamente alle cure ha dato risposte positive, riprendendo vigore. Gli occhi, ma soprattutto il becco e gli artigli, si facevano minacciosi contro chiunque si avvicinava. Il segnale più bello: il predatore stava tornando se stesso, selvatico, indomabile, pronto a difendersi.

«Quasi non voleva più andarsene dalla sua residenza temporanea», sorride Pilloni. Poi il trasferimento. «Le cure sono proseguite in tarda mattinata, dopo comunicazione preventiva, presso il Centro Recupero Fauna Selvatica di Monastir, gestito da Forestas per le cure necessarie – racconta Pilloni – certamente il rapace deve essere rimesso in libertà. Tenerlo chiuso in un ambiente non suo rischia di trasformarlo in una specie non consona alla natura. Il suo posto è nel bosco, non in gabbia».

Ora a Monastir i veterinari lo terranno in osservazione per verificare l'entità del trauma all'ala. L'obiettivo è chiaro: rimetterlo in libertà il prima possibile, nello stesso comprensorio dove è stato trovato, tra i lecci di Gentilis. L’astore sardo è un fulmine. Uno dei volatili più veloci in natura. Grazie alla sua straordinaria agilità piomba sulla preda senza che questa se ne accorga. Un cacciatore silenzioso e letale, simbolo dei boschi del circondario. Non a caso proprio a Gentilis le coppie di sparviero e astore trovano la casa ideale per riprodursi e cacciare: boschi di leccio fitti, incontaminati, tranquilli, lontani dal disturbo antropico. Un habitat perfetto che va custodito. Un rapace diurno unico al mondo. Vive solo nelle foreste mature, caccia principalmente piccoli uccelli e per farlo ha un'arma perfetta: ali corte e arrotondate, coda lunga e un'agilità incredibile che gli permette di sfrecciare tra rami e tronchi con manovre impossibili a qualsiasi altro rapace.

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