Una vittoria a gennaio, contro Brescia, una il 1° febbraio contro Cremona e poi più niente. Tra serie A e debutto in A2 fanno sei sconfitte consecutive. Da otto mesi i tifosi della Dinamo non festeggiano i giocatori a fine partita. E il dato è ancora più impressionante se si pensa che Brescia e Cremona sono due società il cui titolo è stato rilevato da due distinti gruppi statunitensi per creare le due formazioni di Roma.

La prossima partita casalinga del Banco è programmata per il 18 ottobre contro Cento, squadra peraltro ancora a zero punti. Ma prima c'è la trasferta di Mestre che ha proposto una versione double face: straripante a Torino (+22), desolante tra le mura amiche contro Livorno dove ha perso di 39 punti.

Alti e bassi caratterizzano pure la squadra sassarese, capace di espugnare Milano sponda Urania, ma poi caduta in casa ieri (72-81) contro una Montecatini non certo irresistibile. La serata di grazia dei toscani al tiro da tre (13/38) è stata facilitata dall'avvio morbido in difesa, con braccia abbassate o distanze non chiuse. Il pessimo 8/18 in lunetta della Dinamo è un'altra causa della sconfitta.

Non mancano le giustificazioni, perché hanno pesato le assenze del play titolare Kajami-Keane (esordio comunque discreto dell'irlandese Flood), dell'esterno Michele Vitali, del lungo e capitano Jeff Brooks e del play sassarese Riccardo Pisano. Nondimento atteggiamento difensivo e tempestività delle scelte tattiche (chiamata dei time out e della zona 3-2 matchup) sono aspetti da migliorare. Con la speranza che l'infermeria si svuoti il prima possibile. 

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