Martellate all’agente e guerriglia per Askatasuna: faro su 19 antagonisti, indagini anche a Cagliari
Raffica di perquisizioni in diverse città per le violenze dello scorso gennaio. Le accuse: resistenza, lesioni, danneggiamento, rapina e tentato omicidioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Raffica di misure cautelari a seguito delle indagini sulla guerriglia innescastasi a Torino durante la manifestazione nazionale per lo sgombero del centro sociale Askatasuna del 31 gennaio scorso. Polizia di Stato in azione in diverse città, compresa Cagliari.
In totale sono 19 i provvedimenti avallati dal Gip, con la fissazione dell’interrogatorio preventivo. La Procura di Torino contesta agli indagati – tutti militanti “antagonisti” residenti oltre che nel capoluogo sardo anche a Genova, Firenze, Imperia e Reggio Emilia – i reati di resistenza aggravata e lesioni a Pubblico Ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa, rapina e tentato omicidio.
«Nella circostanza, – spiegano gli inquirenti – oltre mille manifestanti, la maggior parte dei quali completamente travisati e vestiti di nero, dopo aver deviato dal percorso preavvisato, si sono diretti verso lo stabile sito al civico 47 di corso Regina Margherita, attaccando per circa due ore la forza pubblica dislocata a protezione dell’immobile con il lancio di pietre, bottiglie, artifizi esplodenti e altri oggetti contundenti, creando anche barricate infuocate per impedire l’avanzata dei contingenti, causando il ferimento di 103 appartenenti alle Forze dell’Ordine, con prognosi fino a 100 giorni».
«I manifestanti – ricostruiscono gli investigatori - hanno altresì incendiato un mezzo del Reparto Mobile di Torino, a bordo del quale si trovava un agente di Polizia, e aggredito con calci e colpi di martello un altro operatore dopo avergli sottratto il casco e lo scudo in dotazione. Nel corso delle azioni violente, sono stati inoltre danneggiati numerosi esercizi commerciali, condomini, autovetture private e banche, nonché arredi urbani e cassonetti».
In occasione della notifica del provvedimento sono state anche eseguite 14 perquisizioni domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria.
(Unioneonline)
