Le misure del piano regionale contro il sovraffollamento nel Pronto soccorso del San Francesco di Nuoro non sono state attuate o attuate parzialmente. Lo dice la Direzione generale della Sanità regionale in una lettera inviata al dg dell’Asl di Nuoro Francesco Trotta. Il dg della Sanità, Thomas Schael, chiede riscontro entro sette giorni e avverte: «In caso di mancata risposta, potrebbe essere avviata la procedura per la revoca dell’incarico».

Criticità certificate

La Regione certifica le criticità del Pronto soccorso di Nuoro. Nero su bianco è quello che i cittadini lamentano da tempo, assenza di barelle, ambulanze in attesa per ore come i pazienti, nonostante l’impegno degli operatori sanitari. E lo dice con un atto ufficiale indirizzato all’Asl 3 e frutto della ricognizione regionale sullo stato di attuazione delle misure previste dalla Giunta l’8 aprile nel piano di gestione del sovraffollamento dei Pronto soccorso sardi. Non l’unica inviata. Anche altre Asl avrebbero ricevuto la stessa intimazione.

Nella lettera il Dg riconosce le misure già implementate e l’azione della Regione a sostegno del personale sanitario, ma evidenzia criticità nell’attuazione, a livello aziendale, delle misure chieste da Cagliari. Non risultano attivate «l’approvazione del piano aziendale per il sovraffollamento, il team di bed management H24, gli indicatori e le soglie di escalation e de-escalation dell’UCrAS, la presa in carico specialistica, l’incremento del 10 per cento dei posti letto nei mesi di luglio e agosto e i cruscotti per il monitoraggio dei posti letto nelle fasce orarie previste». Strumenti destinati a governare i flussi dei pazienti, conoscere i posti letto, programmare dimissioni ed evitare che il Pronto soccorso diventi l’imbuto dell’ospedale e del territorio. Tra le misure attivate parzialmente: «Il Fast Track, i percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali per le patologie tempo-dipendenti e i percorsi verso gli ospedali di Comunità». Il dg Schael invita Trotta a fornire un riscontro immediato. Se non arriva «potrà essere valutato come violazione delle disposizioni previste dall’articolo 3 del contratto, con la conseguente possibilità di dare avvio alla procedura prevista dal successivo articolo 7», la revoca dell’incarico.

La polemica politica

Sul caso Roberto Capelli, ex assessore alla Sanità, punta il dito contro Alessandra Todde: «La Presidente annuncia risultati. Il dg della Sanità certifica mancate attuazioni. Le due cose non stanno insieme - dice - e riguardano strumenti per evitare che il Pronto soccorso diventi l’imbuto finale di tutto ciò che non funziona». Il riferimento è ai posti letto, alla presa in carico, ai trasferimenti in strutture intermedie, al monitoraggio dei carichi di lavoro e ai collegamenti con la rete territoriale. «Non dettagli, ma essenziali, come piano aziendale, verifica posti letto, attese, appropriatezza delle prestazioni e del quadro in tempo reale dei letti occupati e disponibili».

Fabio Ledda

© Riproduzione riservata