Zelensky replica a Trump: «Spetta agli ucraini scegliere il proprio leader»
Il presidente risponde all’attacco dei tycoon: «Non giochiamo a fare giochetti»«Spetta agli ucraini scegliere il proprio leader».
Lo ha detto Volodymyr Zelensky in un'intervista a Abc replicando alle dichiarazioni di Donald Trump, secondo il quale l'Ucraina dovrebbe andare al voto. L'Ucraina, ha aggiunto, «conta sul sostegno degli Stati Uniti e di Trump per fermare Putin e la guerra».
«I prezzi stanno salendo a causa della guerra in Medio Oriente e del blocco dello Stretto di Hormuz; è una cosa evidente a tutti e se vogliamo parlare alle persone con onestà, se vogliamo essere chiari e rivolgerci alle nostre nazioni con franchezza, bisogna dire la verità. Non giochiamo a fare giochetti», ha sottolineato. Quindi ha ribadito la sua disponibilità a organizzare elezioni in Ucraina qualora ci fosse un cessate il fuoco di "60 giorni" con la Russia. «Con tutto il rispetto per Trump, spetta alla nostra società, al nostro popolo, scegliere l'uno o l'altro leader», ha detto Zelensky.
Ieri Trump, infuriato per le reazioni di Volodymyr Zelensky all'intesa Usa-Russia sul diesel e per il mancato stop agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, ha evocato un cambio della leadership ucraina con una violenza verbale senza precedenti. Zelensky «avrebbe potuto porre fine a questa guerra in molte occasioni, vuole creare problemi al mondo e agli agricoltori, è giunto il momento che l'Ucraina abbia un nuovo presidente», ha detto il tycoon prima di un comizio elettorale in Tennessee.
«Suggerisco che l'Ucraina trovi un nuovo leader in grado di raggiungere un accordo», ha incalzato, sottolineando che Zelensky «può fare ciò che vuole, ma non può colpire le raffinerie». «Iconico e storico», ha esultato su X l'inviato presidenziale russo e negoziatore Kirill Dmitriev, che ha pubblicato una copertina del Time con una foto del presidente ucraino e la scritta "The Endgame". Trump, secondo fonti concordanti, pretende che l'Ucraina fermi unilateralmente gli attacchi agli impianti russi, convinto che stiano facendo aumentare i prezzi dell'energia negli Stati Uniti: un tema assolutamente cruciale per il tycoon nelle ultime settimane di campagna elettorale nelle mid-term, decisamente in salita per i repubblicani stando ai sondaggi. E la nuova, forse decisiva, inversione a U di Washington nei rapporti con Mosca è arrivata nel corso della telefonata tra Trump e Vladimir Putin, «durata un'ora e mezza», «molto intensa e amichevole», tanto che nessuno dei due «voleva essere il primo ad agganciare».
Lo schiaffo della Casa Bianca a Zelensky, dopo l'umiliazione nello Studio Ovale, segue le furenti critiche di Kiev e Bruxelles all'accordo sul diesel tra Trump e Putin in cambio dello stop alle sanzioni, un mossa bollata come un "via libera" all'escalation di missili e droni russi in Ucraina. A Washington non hanno gradito, mettendo sul tavolo dei negoziati con ucraini ed europei, che erano in corso nelle stesse ore a Miami, la minaccia di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence con Kiev. Zelensky, dopo aver accusato gli Usa di aver mostrato la propria debolezza, ha rincarato la dose mentre in Ucraina il quotidiano diluvio di bombe reclamava la vita di altri civili.
(Unioneonline)