Una situazione al limite. È quella del territorio della Nurra, nel sassarese, preda della siccità da tempo. «La crisi idrica non è più un’emergenza episodica ma ormai condizione strutturale, che, negli ultimi anni, si è progressivamente aggravata», ha dichiarato stamattina a Sassari, nella I Commissione presieduta da Stefano Manai a Palazzo Ducale, Alessandro Colombino, presidente della Municipalità della Nurra. Nell’audizione ha ripercorso le tappe progressive delle criticità sfociate, a fine agosto, nella richiesta dello stato di calamità presentata in Comune.

«Ormai le risorse idriche sono insufficienti per lo svolgimento delle attività agricole, in particolare per l’abbeveraggio del bestiame. I danni sono ingenti e stanno mettendo a rischio la continuità delle aziende». Ma anche il fabbisogno delle famiglie, soprattutto nel territorio comprensorio fuori dal Consorzio di bonifica della Nurra. Il Comune, il 10 settembre, ha dichiarato lo stato di calamità, portando la pratica in Regione, dalla protezione civile, dove è stata recepita.

«In questo modo sono state attivate le quattro autobotti che, ogni giorno, stanno fornendo le circa 35 aziende del territorio». Alcune delle quali hanno mille capi di bestiame e, senza acqua, versano in grandi difficoltà. E se la soluzione, perlomeno temporanea, è stata trovata, ci si augura che il tempo possa aiutare la Nurra con le sospirate piogge.

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