Settembre 2026 ha segnato il miglior risultato di sempre per l'ospitalità alberghiera del Nord Sardegna. Il campione analizzato è stato di 111.480 posti letto mensili, distribuiti in 50.070 camere, mentre il tasso medio di occupazione delle camere si è attestato all'85%, in crescita rispetto all'82,92% registrato nel settembre 2025.
I dati di Federalberghi Confcommercio Nord Sardegna confermano che il mese di settembre ha una capacità di generare presenze ormai paragonabile a quella del mese centrale dell'estate, discostandosi di solo un punto percentuale in termini di occupazione.
A trainare la domanda è soprattutto il mercato internazionale. Tre turisti su quattro sono stranieri: tedeschi, francesi, spagnoli, svizzeri e polacchi ai primi posti. La distribuzione, tuttavia, non è uniforme. Nell'area di Sassari il mercato italiano mantiene una presenza significativa, pari a circa il 50% delle presenze, mentre ad Alghero e Castelsardo la componente straniera arriva all'85%. Le due città sono anche quelle che sfiorano il 90% di riempimento dei posti letto.
Il consolidamento dei flussi internazionali rappresenta un'opportunità e anche una responsabilità. La destinazione appare sempre più esposta alla domanda estera e dovrà quindi adeguare standard, servizi, accessibilità e capacità di accoglienza alle aspettative di mercati diversi. Gli investimenti nelle strutture ricettive non possono limitarsi all'estetica: riguardano efficienza energetica, comfort, digitalizzazione, formazione del personale, multilinguismo e servizi capaci di trattenere il visitatore più a lungo.
L'aumento delle tariffe delle camere è stato in parte assorbito dal mercato, ma la capacità di spesa non si è tradotta automaticamente in maggiori ricavi per tutti i comparti. Più complesso appare infatti il quadro per i servizi di ristorazione e per i bar interni alle strutture ricettive, dove la clientela sembra mostrare una maggiore attenzione alla spesa. Questo elemento suggerisce che il turismo internazionale possa sostenere prezzi più elevati per il pernottamento, ma non necessariamente aumentare in modo proporzionale i consumi accessori.
Ottobre si presenta invece come un mese di transizione. Le prime stime indicano un'occupazione intorno al 65% della capacità massima, con prezzi delle camere nuovamente vicini ai livelli di maggio. Le prime chiusure delle strutture avvengono generalmente intorno al 18 ottobre, anche se cresce il numero degli operatori che scelgono di restare aperti fino alla fine del mese.

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