Quattro paesi, un’unica bandiera giallo-viola, quella dell’Unione sportiva Tirso Grighine, società che riunisce gli appassionati di calcio di Siamanna, Siapiccia, Ollastra e Villaurbana. Una squadra nata con l’intento di rappresentare un intero territorio, superando le difficoltà che le piccole realtà stanno riscontrando negli ultimi anni, tra cui quella di non avere undici giocatori dello stesso paese da mandare in campo. La “Tirso Grighine”, che sarà al via del torneo di Terza Categoria, si propone di valorizzare i ragazzi del territorio. “L’idea è nata chiacchierando tra amici - racconta Mauro Cuscusa, presidente della nuova società – Lo spopolamento, i giovani che partono, la nascita di pochi bambini, sono ormai fatti che non consentono più di avere squadre di calcio interamente rappresentate da persone del posto”. Dopo aver risolto i vari passaggi burocratici è stato dato il via al nuovo progetto, cercando la collaborazione delle istituzioni.

“Questi paesi tentano di mettersi d’accordo per diversi progetti, perché non farlo anche con lo sport? – prosegue Cuscusa - Dialogando con gli amministratori ci hanno promesso che i Comuni sosterranno l’iniziativa. Da parte nostra la disponibilità a far sì che la società abbia le sue attività dislocate nei paesi”. “Ho accolto l'idea con grande favore ed entusiasmo – commenta il sindaco di Siamanna Franco Velio Melas - Il mio pensiero è stato positivo per diversi motivi; per la pratica sportiva, per il valore sociale dell'iniziativa e per la bella opportunità di unione tra comunità vicine. Si unisce sotto un'unica maglia molto più di una squadra di calcio. È comunità, senso di appartenenza, futuro. Una bellissima iniziativa ed una bellissima notizia da prendere come esempio”.

Attività iniziata da qualche giorno, con un gruppo di circa 25 calciatori, provenienti dai 4 centri, che ha iniziato la preparazione al Comunale di Siamanna. “Con il vicepresidente Emanuele Lepori e una decina di dirigenti – conclude il presidente - stiamo preparando quanto serve. Non tutti hanno accolto di buon grado questa decisione perché è difficile mettere tutti d’accordo, ma in tanti ci hanno incoraggiato a proseguire su questa strada. Da questa fiducia vogliamo costruire un bel progetto che possa poi coinvolgere anche i nostri bambini e i nostri ragazzi”.

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