Peschiere sarde, l’allarme di Cera: «La Regione intervenga prima che il degrado comprometta un settore strategico»
Un patrimonio produttivo e ambientale che oggi mostra segni sempre più evidenti di deterioramentoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Circa il 90 per cento delle peschiere della Sardegna è concentrato nell’Oristanese, un patrimonio produttivo e ambientale che oggi mostra segni sempre più evidenti di deterioramento. Una situazione che preoccupa particolarmente il consigliere regionale Emanuele Cera (Fratelli d’Italia), esponente del territorio, che insieme ai colleghi del gruppo ha depositato un’interrogazione urgente al presidente della Regione e all’assessore dell’Agricoltura chiedendo interventi immediati per la manutenzione e la messa in sicurezza delle infrastrutture ittiche.
«Le peschiere della Sardegna non possono essere lasciate al progressivo deterioramento. Sono infrastrutture essenziali per la funzionalità dei compendi ittici, per il lavoro degli operatori e per un comparto che contribuisce all’economia delle comunità costiere e alla sovranità alimentare dell’Isola», afferma Cera.
Nel mirino del consigliere finiscono le condizioni di opere murarie, arginature, paratie, sbarramenti, camere di cattura, passerelle, camminamenti, rive spondali e bocche a mare, strutture indispensabili per garantire il corretto funzionamento delle peschiere. «Il loro deterioramento rischia di compromettere concretamente la continuità delle attività produttive», sottolinea.
Cera ricorda inoltre che durante l’esame della recente variazione di bilancio da 2,5 miliardi di euro, Fratelli d’Italia aveva proposto uno stanziamento di 10 milioni di euro per il 2026 destinato ai concessionari dei compendi ittici per la manutenzione straordinaria delle peschiere. «La maggioranza ha respinto quell’emendamento e non ha destinato alcuna risorsa specifica per la manutenzione, il ripristino e la messa in sicurezza delle peschiere», evidenzia.
Attraverso l’interrogazione, il gruppo di Fratelli d’Italia chiede alla Giunta regionale di effettuare una ricognizione sullo stato delle infrastrutture, individuare le situazioni più critiche, verificare la disponibilità di fondi regionali, nazionali o comunitari e avviare un programma organico di manutenzione, recupero e messa in sicurezza.
«Non servono interventi episodici o annunci, ma una programmazione concreta, risorse adeguate e tempi certi. La Regione dica chiaramente se intende intervenire, con quali fondi e quando. Non possiamo aspettare che il degrado delle peschiere comprometta definitivamente la funzionalità dei compendi ittici e il lavoro degli operatori», conclude Cera.
L’iniziativa punta a riportare l’attenzione su un comparto che, soprattutto nell’Oristanese, rappresenta una risorsa economica, occupazionale e produttiva di primaria importanza per numerose comunità costiere della Sardegna.
