Cabras, la tartaruga Boomerang torna in mare dopo tre mesi di cure
Dal 2010 ad oggi, è stata recuperata per sette volte nello stagno di Marceddì, sempre dallo stesso pescatorePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Boomerang è stata liberata nel mare di San Giovanni di Sinis dopo mesi di cura al centro di recupero. E non è la prima volta che accade. L'esemplare di caretta caretta, circa 50 anni, 88 chili e 88 centimetri di lunghezza, è stata recuperata per sette volte dallo stesso pescatore che l’ha incontrata sempre nello stagno di Marceddì, nel terralbese. Un record, insomma.
La prima volta è avvenuto nel 2010: ma Boomerang non ha mai riportato lesioni profonde e le condizioni dell’animale hanno permesso ogni volta di avviare il percorso di riabilitazione necessario per restituirla al
mare.
«Il Centro di Recupero delle tartarughe marine rappresenta una realtà di grande valore per il nostro territorio: qui arrivano esemplari da tutta la Sardegna e trovano le cure necessarie per poter tornare in mare – dichiara il sindaco di Cabras, Andrea Abis – È il risultato di una grande sinergia tra soggetti diversi: il Comune, attraverso l’Area Marina Protetta, garantisce la manutenzione costante della struttura e le condizioni necessarie per ospitare le dieci vasche, mentre fondamentale è il lavoro della Rete regionale e del Cnr. È un sistema che riesce a produrre risultati concreti, come quello che celebriamo oggi».
La liberazione è stata accompagnata dalla presenza di numerosi cittadini, visitatori e soprattutto degli studenti delle scuole di Cabras e Riola, che hanno potuto assistere direttamente al ritorno in mare dell’animale. La giornata è iniziata al CReS, dove il pubblico ha potuto conoscere le attività del Centro e il lavoro quotidiano dedicato al recupero della fauna marina, grazie alle visite curate dai giovani di Sea Scout e dai ricercatori. «Ci fa particolarmente piacere che a questa giornata partecipino le scuole di Cabras e Riola – aggiunge l’Assessore all’Ambiente Carlo Carta -. L’Amministrazione sostiene il trasporto degli studenti per consentire loro di vivere direttamente esperienze come questa. È attraverso la conoscenza, l’esperienza diretta e il contatto con chi ogni giorno si occupa della tutela del mare che l’educazione ambientale trova la sua forma più compiuta».
«Per i nostri ragazzi partecipare a una giornata come questa significa trasformare l’educazione ambientale in un’esperienza concreta – dichiara il dirigente scolastico Paolo Figus –. Vedere da vicino il lavoro degli operatori, conoscere la storia di Boomerang e assistere al suo ritorno in mare permette agli studenti di comprendere che la tutela dell’ambiente non è un concetto astratto, ma qualcosa che riguarda direttamente ciascuno di noi».
La liberazione di Boomerang è il risultato del lavoro della Rete regionale per la conservazione della fauna marina in Sardegna, che mette in relazione istituzioni, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Guardia Costiera, Aree Marine Protette, centri di recupero, ricercatori e cittadini. «Oggi restituiamo al mare un animale adulto, potenzialmente riproduttore, ed è una grande soddisfazione - racconta Andrea Camedda, responsabile del CReS –. Ma Boomerang ci dà anche informazioni preziose sul territorio: il fatto che continui a tornare ci fa pensare che utilizzi quest’area per alimentarsi. Il Sinis e il Golfo di Oristano non sono quindi soltanto luoghi di passaggio, ma aree di foraggiamento importanti. Il Golfo è ricchissimo di cibo, anche grazie alle praterie di posidonia, che rappresentano una sorta di nursery per molte specie, e ancora di più grazie agli ambienti degli stagni. La presenza di Boomerang ci racconta dunque anche la qualità di questi ecosistemi proprio grazie alla presenza dell’Area Marina Protetta».
«Il Cnr rappresenta la componente scientifica della Rete regionale Rete regionale per la conservazione della fauna marina in Sardegna – spiega Andrea De Lucia del Cnr - L’organizzazione che abbiamo costruito in questi anni nasce dalla volontà di fare squadra, mettendo insieme competenze e soggetti diversi. I primi organizzatori della rete sono la Capitaneria di Porto e il Corpo Forestale, insieme ai quali è fondamentale il ruolo dei cittadini, che possono contribuire concretamente segnalando la presenza di animali in difficoltà».
Soddisfatto il Comandante della Capitaneria di Porto Francesco Ricci: «È una giornata che ci rende particolarmente lieti, perché la Guardia Costiera è molto attenta a tutto ciò che accade lungo la nostra costa e al rapporto tra le attività dell’uomo e l’habitat marino. Assistere alla liberazione di Boomerang è molto emozionante: in momenti come questo ci si sente parte di un sistema più grande di noi, nel quale l’uomo è chiamato a mettersi a disposizione della natura e a contribuire concretamente alla sua tutela».
