Pesche e agrumi, drastico calo della produzione: «Colpa del caldo»
Analisi di Confagricoltura Cagliari sull’importante distretto fra Villacidro e Serramanna: «Raccolto ridotti del 40%»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un bilancio «tragico» per la stagione produttiva delle pesche tra Villacidro e Serramanna, uno dei distretti frutticoli più importanti della Sardegna. Lo sostiene Confagricoltura Cagliari, che ha raccolto i dati produttivi e le testimonianze di diversi agricoltori: e il giudizio è preoccupante «a causa delle persistenti ondate di calore della scorsa estate che hanno devastato piante e frutti per settimane intere e dopo stagioni notevolmente anomale negli anni precedenti: tra temperature spesso sopra la media e piogge copiose concentrate in strette finestre temporali».
Da giugno a oggi le piante hanno sofferto il caldo e i conseguenti attacchi degli acari che, con il ragno rosso, hanno procurato stress agli alberi e una produzione ridotta. Il ragno provoca defogliazione delle piante con conseguente riduzione della fioritura e quindi della produzione nell’annata successiva. Sugli agrumi – di prossima raccolta – causa, inoltre, una decolorazione e suberificazione della buccia con scadimento visivo, in sostanza si creano delle macchie, che portano al conseguente rifiuto del prodotto da parte dei punti vendita poiché non proponibile ai consumatori.
Se nel 2024, nella cooperativa Agricoltori villacidresi che raggruppa circa 80 soci e quasi tutta la produzione non hobbista dell’area, erano stati prodotti quasi 35000 quintali di agrumi e 3159 di pesche, nel 2025 si è passati a 32000 quintali di agrumi e 3600 quintali di pesche. Quest’anno, invece, le pesche raccolte si aggirano sui 2000 quintali, con un calo del 40%, mentre gli agrumi, tra la produzione dell’inverno scorso e la stima fino al prossimo dicembre, dovrebbero attestarsi sui 23000 quintali, con un calo di circa il 30%. Nei due Comuni del Medio Campidano le superfici coltivate dagli agricoltori non hobbisti non raggiungono i 300 ettari di agrumi, mentre quelle dei pescheti sono di poco sopra i 70 ettari.
«Tra pesche e agrumi», sostiene il presidente di Confagricoltura Cagliari, Alessandro Abis, «il settore frutticolo sardo ha un potenziale enorme, ma soffre da anni per la mancanza di una visione strategica, aggravata dalla chiusura del Consorzio di Frutticoltura. I nostri punti di forza restano un terreno e un microclima unici, capaci di garantire primizie straordinarie. Tuttavia, la campagna appena conclusa ci ha messo a dura prova tra temperature record e grandinate, mentre ci prepariamo ad affrontare la stagione degli agrumi. Il cambiamento climatico è una minaccia, ma anche un'opportunità per diversificare con colture tropicali come avocado e papaya. Serve un deciso cambio di passo: chiediamo un piano di sviluppo strutturato, con risorse concrete per far crescere le aziende, creare lavoro e generare ricchezza per la Sardegna».
