Cambio di guardia questa mattina alla Direzione Marittima di Olbia: il capitano di vascello Gianluca D’Agostino, dopo due anni di lavoro, ha lasciato il posto al pari grado Andrea Vaiardi. Una cerimonia solenne, alla quale ha partecipato anche il comandante generale delle Capitanerie di porto, l’ammiraglio Sergio Liardo, con più di un pizzico di commozione. Gianluca D’Agostino ha, infatti, dedicato un sentito omaggio alla Sardegna con tanto di chiusura in limba: «Provo il rispetto di chi ha avuto l’onore e il privilegio di essere ospite in una casa molto più grande du lui. Perchè la Sardegna non è solo il posto in cui si presta servizio, è un posto che quando lo si è servito davvero, ti serve lei e ti cambia, ti resta dentro come il sale». L’ufficiale, destinato a un nuovo incarico al Comando generale, ha ricordato i momenti più rilevanti dei due anni di permanenza a Olbia e indicato quelle che, a suo avviso, sono le priorità ad iniziare dalla tutela del mare e dalla governance dei parchi e delle aree protette (cinque in tutta l’area di competenza della Direzione marittima di Olbia). Un comando che governa, oltre a un tesoro ambientale, le principali porte di accesso all’isola e una delle aree di maggior afflusso di nautica da diporto del Mediterraneo, 

«Assumere questo incarico a Olbia rappresenta per me un onore e al tempo stesso una responsabilità importante», ha detto il nuovo comandante Andrea Vaiardi: «Ci troviamo in una città dalla posizione strategica proiettata sul mare e profondamente legata alla propria identità marittima. Olbia costituisce una porta di accesso privilegiata alla Gallura e all'intera Sardegna settentrionale, un punto di incontro tra persone, culture e attività economiche e tradizioni che trovano nel mare il loro elemento comune. Il mio sguardo però non può potrà fermarsi ad Olbia, l’area di responsabilità che mi accingo a guidare abbraccia una realtà più ampia, ricca di differenze e di specificità che comprende importanti centri costieri e portuali e si estende lungo tutto il versante settentrionale dell'isola da Alghero fino a Cala Gonone, passando per Porto Torres, La Maddalena e Golfo Aranci. Ciascuna di queste realtà esprime la propria identità, ha esigenze specifiche e potenzialità da valorizzare. Il compito mio e del mio equipaggio sarà quello di assicurare una presenza istituzionale attenta e omogenea senza perdere vista le peculiarità dei singoli territori, contesti di straordinaria bellezza, un patrimonio naturale, paesaggistico e ambientale che rende questa regione unica e che richiama visitatori da ogni parte del mondo».

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