Quanto incidono smartphone, tablet e altri dispositivi digitali sulla quotidianità dei bambini più piccoli? E quale ruolo possono svolgere famiglie ed educatori per accompagnarli in un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie? Le questioni sono state affrontate da uno specifico progetto di ricerca dall’Eurispes Sardegna, su richiesta del Coordinamento pedagogico 0-6 PLUS Tempio, i cui risultati saranno presentati venerdì 16 ottobre, alle 17, nella sala conferenze della Palazzina Comando di Tempio Pausania.

L’indagine, realizzata con il contributo della Regione Sardegna, ha coinvolto i genitori di bambini fino a sei anni che frequentano servizi educativi privati e scuole dell’infanzia in nove Comuni dell’Alta Gallura: Aggius, Aglientu, Badesi, Bortigiadas, Calangianus, Luogosanto, Luras, Tempio e Trinità d’Agultu. L’obiettivo è approfondire la diffusione e le caratteristiche dell’esposizione precoce agli strumenti digitali, un fenomeno che solleva interrogativi sempre più rilevanti sul piano educativo. «L’indagine fatta dai nostri esperti vuole ora essere d’aiuto a chi riveste il delicato ruolo di educatore come genitore o insegnante», sottolinea Gerolamo Balata, direttore di Eurispes Sardegna.

L’incontro, intitolato «Bambini e tecnologie digitali», sarà aperto dallo stesso Balata. Dopo i saluti istituzionali, il coordinamento dei lavori passerà a Giuseppe Pulina, docente di Filosofia e collaboratore scientifico dell’istituto. Interverranno Barbara Pala, referente PLUS del Coordinamento pedagogico territoriale 0-6, e la sociologa Fulvia Romanino, incaricata di illustrare i risultati della ricerca. Le conclusioni saranno affidate a Benedetta Uda, esperta di educazione ai media e collaboratrice del CREMIT dell’Università Cattolica di Milano, con un intervento dedicato alle buone pratiche per l’infanzia.

 

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