Dalla Dea Madre passando per le Domus de Janas fino alla giudicessa Eleonora d’Arborea. Un percorso a tappe nel cuore dell’Isola «alla ricerca del vero spirito della Sardegna». Syusy Blady, scrittrice e conduttrice televisiva, ripete con tono entusiasta l’obiettivo della sua ultima missione che a metà settembre l’ha portata fra nuraghi, abazie e i borghi più autentici. Un viaggio affascinante e coinvolgente «per cercare l’essenza di questa terra nel suo aspetto femminile» per un nuovo docufilm di Italia Slow Tour lungo la Via dei santuari e il Cammino delle 100 Torri.

La prima tappa è a Ittireddu, piccolo comune della città metropolitana di Sassari ai piedi di un vulcano spento. «Un posto fantastico, qui inizia il cammino di Santu Jacu e sono rimasta subito colpita da nuraghi, domus de janas, pintadera. E poi c’è l’aspetto geologico con il bellissimo spruzzo di vulcano». In compagnia dell’archeologo Franco Campus ammira le ricchezze di questo centro che, come fa notare lo studioso «pur essendo un territorio molto piccolo rivela diversi elementi incastonati fra loro». Ma qui lo spirito autentico della Sardegna come si potrebbe definire? «Con le parole dello scrittore Marcello Fois, secondo cui In Sardegna non c’è il mare» risponde l’archeologo. Una definizione condivisa dalla conduttrice tv. «Il mare è bellissimo ma la Sardegna è molto altro. Un’isola di montagna come ha detto anche una signora della zona blu -ribadisce – Forse quella più vera è proprio questa, quella delle zone interne con la sua cultura e tradizione millenaria».

Il percorso intanto prosegue ed ecco il monastero benedettino di San Pietro di Sorres a Borutta, in provincia di Sassari. «A farmi da guida, in questo luogo di grande bellezza, è stato padre Luigi Tiana, l’abate del monastero – racconta - una mia vecchia conoscenza, che avevo incontrato nel Lazio e adesso ho ritrovato». L’abate continua a mantenere caparbiamente la tradizione e la vita dei monaci: una piccola comunità internazionale di frati, la metà sono vietnamiti.

Proprio ai piedi del colle su cui sorge la basilica di San Pietro di Sorres si apre una grande cavità naturale “la Grotta Sa Rocca Ulàri”, che ospita una delle colonie di pipistrelli più grandi della Sardegna, con circa 4.000 esemplari appartenenti a cinque specie protette. Sito di grande interesse naturalistico e archeologico «al suo interno sono stati rinvenuti reperti che attestano una frequentazione umana continua dal Neolitico medio fino al Medioevo» spiega.

La conduttrice tv e scrittrice in un sito archeologico (foto concessa)
La conduttrice tv e scrittrice in un sito archeologico (foto concessa)

La conduttrice tv e scrittrice in un sito archeologico (foto concessa)

Il viaggio di Italia Slow tour arriva poi nel cuore di Borutta «dove l’amministrazione comunale ha ristrutturato alcune case che saranno date in affitto agevolato alle persone che vorranno ripopolare il borgo – racconta Syusy Blady – mi sembra una sfida coraggiosa e importante per continuare a mantenere vivo questo piccolo paese».  Ed ecco la troupe nella necropoli di Sant’Andrea Priu a Bonorva con l’archeologa Giuseppa Tanda che ha ottenuto il riconoscimento delle Domus de Janas come patrimonio dell’Unesco. «Domus spettacolari per come si presentano, addossate a una montagna. Sono state ri-usate nel tempo fino a diventare persino delle chiese». Insieme all’archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, Nadia Canu, un salto in cima alla montagna per vedere un masso che probabilmente rappresentava un toro, messo a guardia del sito. E poi ecco la frazione di Rebeccu, il nuraghe di Santu Antine a Torralba, la foresta di Sos Nibberos a Bono. Syusy Blady non poteva non cercare le Janas, quelle mitiche fate e abilissime tessitrici: «Si dice fossero capaci di lavorare fili d’oro e tessuti preziosi durante la notte. E che poi custodissero questi tesori nelle grotte». Ed ecco l’incontro con le figuranti dell’associazione delle Janas di Bosa. Infine a «Burgos dove abbiamo iniziato a parlare di Eleonora d’Arborea- spiega – Un personaggio straordinario che ha gestito il potere al posto di un uomo e lo ha fatto molto bene, affrontando temi come pace e giustizia nella Carta de Logu». Alla fine del lungo viaggio Syusy Blady conclude che «la Sardegna è donna, c’è una presenza femminile molto forte – spiega – Non basta un solo viaggio per raccontarla, ci vuole tempo per coglierne a fondo l’essenza. È meraviglioso, ho avuto momenti di meditazione davanti alle montagne, al mare e persino davanti alle capre» ribadisce Blady. Il docufilm sarà trasmesso con cinque o sei pillole (circa 7 minuti) sul canale web di Italia Slow tour e sul canale you tube Per caso tv.

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