«Il mister ha tanti pregi ma uno di quelli che gli riconosco» maggiormente è «quello di è riuscire a tenere la squadra lontana dai pensieri negativi. In una sosta così lunga, c'è il vantaggio di potere lavorare ma una sosta così crea anche tanta stanchezza, anche mentale: la cosa più importante era ritrovare l'entusiasmo, il mister ce lo ha chiesto e noi lo abbiamo ritrovato se no non non ribalti una partita con la Francia e cerchi di vincerla».

Così, alla vigilia della quarta sfida di Nations League, in programma domani a Bologna contro la Turchia, Nicolò Barella fa il punto sulle fatiche azzurre degli ultimi giorni. «Avevamo bisogno di un po' di forza, del Cannonau - scherza da riconosciuto esperto di vini - per trovare un po' di fiducia» e ricreare quel clima vissuto a Wembley nel 2020, «a quell'Europeo che noi abbiamo vinto» e in cui «è stato il gruppo a gare la differenza. Anche adesso», aggiunge Barella , «deve essere il gruppo a fare la differenza, la parola deve essere il gruppo».

Che si crea anche scommettendo sui giovani, come fece Tarcisio Burgnich che fece debuttare in Serie A l'attuale Ct della Nazionale Roberto Mancini all'età di 16 anni in un Bologna-Cagliari nell'autunno del 1981.  «Mi fece esordire qui a 16 anni»,  ricorda il mister azzurro, «non era facile» compiere una simile scelta, «ma se un giovane ha delle capacità deve giocare. Solo così i giovani possono crescere. Sono cresciuto a Bologna»,  prosegue il tecnico jesino, «ero un bambino. Amo Bologna e i bolognesi, è sempre un piacere tornare» in questa città in cui vive e gioca anche Cambiaghi, un calciatore, conclude Mancini, «che a me è sempre piaciuto anche quando giocava nell'Empoli, penso possa essere un grande esterno, ci lavoriamo». 

(Unioneonline)

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