Stipendi d’oro, volano stracci fra il M5s sardo e Grillo: «Non accettiamo lezioni di morale da lui»
Il fondatore del Movimento ha attaccato sull’uso della legge “poltronificio” da parte della Giunta Todde. La replica dei pentastellati sardi: «Parla dell’Isola senza conoscerla»Conte e Grillo (
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Il M5s prova a smentire (ma non troppo) e passa al contrattacco dopo la scomunica del fondatore del Movimento ed ex garante, Beppe Grillo, che ha puntato il dito contro l’ampio uso della legge poltronificio voluta da Solinas che ha ampliato il numero di incarichi negli staff della Giunta, ora di Todde, con stipendi che superano il mezzo milione di euro per una legislatura.
«Grillo ha percepito 300mila euro l'anno dal Movimento e li ha usati per tentare di destabilizzarlo», replicano i penstastellati sardi, «ha provato in tutti i modi a sgambettare il M5S e Giuseppe Conte, perché non ha mai accettato di essere stato sfiduciato dalla sua comunità politica in modo incontrovertibile, né che Conte goda del più ampio sostegno possibile all'interno del Movimento».
Secondo il M5s sardo Grillo «è mosso da rabbia e livore. Il 4 ottobre è il compleanno del Movimento, non il suo. Il 4 ottobre si celebra San Francesco, e non chi lo storpia per cercare qualche ora di celebrità». Grillo aveva richiamato proprio i valori francescani a cui si ispirava il primo Movimento, per metterli in contrasto con chi pensa ora «all’arricchimento personale».
Grillo parla di Sardegna senza conoscerne i territori, secondo chi rappresenta ora il Movimento nell’Isola. Negli anni passati, quando era ancora garante «i consiglieri regionali del Movimento non hanno mai avuto il piacere di un confronto con lui. Siamo contenti che oggi riceva e accetti le imbeccate di qualcuno che dal Movimento è uscito, ma farebbe bene a informarsi meglio prima di scrivere post completamente sballati, pieni di informazioni false che non rappresentano la verità dei fatti. D'altronde ci siamo abituati: ogni volta che Grillo ha aperto bocca sulla Sardegna non ne ha detta una giusta e questa volta non fa eccezione», sottolineano.
L’ex garante ha fatto alcuni nomi e cognomi di componenti di staff, riportando anche i ricchi emolumenti: «Ma Cinzia Pilo e Mariassunta Matrisciano non lavorano più in Sardegna da mesi: le cifre che attribuisce loro raccontano una realtà che non esiste. E lui stesso è costretto ad ammettere che tutto è lecito e pubblicato in totale trasparenza sul sito della Regione. Se oggi può fare quell'elenco, è perché questa giunta rende pubblico ogni incarico».
La nota dei pentastellati sardi sorvola su un altro nominato, Luca Caschili, plenipotenziario di Todde in Sardegna (che nel solo primo trimestre del 2026 ha incassato 39.691,59 euro). Ma si parla del portavoce della presidente, Jacopo Gasparetti: «Non crediamo faccia scalpore che un professionista venga retribuito in linea con le remunerazioni di professionisti che sono al suo stesso livello. C’è un aspetto che però dovrebbe far riflettere: un adulto di 80 anni attacca e scredita pubblicamente un giovane di 30. E pensare che era proprio Grillo a parlare dell’importanza dei giovani per il nostro Paese.» Inoltre, «va ricordato che lo stipendio dei capi di gabinetto è stabilito per legge (L.R. Sardegna 26 agosto 1988, n. 32, art. 28) e non c’entra nulla con la legge poltronificio. Ennesima imprecisione», aggiungono.
Il M5S Sardegna entra nel merito: «La legge 107 del 2021 riformava l'Ufficio di Presidenza, non c'entra con ogni incarico regionale. Il "centinaio di consulenti"» che esistono «comprende in realtà tutte le figure di staff, dagli addetti di gabinetto agli uffici stampa, che in passato venivano rendicontate altrove. Grillo non dice una parola sul Pnrr: oltre 9mila progetti da attuare e rendicontare entro scadenze europee, con un organico regionale sotto del 30%. Né sui risparmi di una giunta che ha scelto di non assegnare incarichi che poteva legittimamente conferire, a partire dai capi dipartimento, tutelando le casse regionali per milioni di euro. Il Movimento 5 Stelle non prende lezioni di morale francescana da chi la usa per colpire gli altri e per primo non l'ha mai seguita in vita sua», concludono.
