A Seui la compagnia dei capocaccia Massimiliano Piras e Cristian Cocco ha abbattuto 35 cinghiali. Un record per un territorio montano senza riserve che racconta oltreché l'abilità dei cacciatori, il proliferare senza antagonisti dei cinghiali che, sempre più spesso si spingono oltre i confini della foresta, a valle verso vigneti e orti causando danni anche irrecuperabili per i raccolti, come racconta il medico in pensione Paolo Piras, appassionato di caccia fin da bambino, come il padre, il nonno e prima ancora il bisnonno: «Ormai i cinghiali non trovano più i loro antagonisti naturali, nei nostri territori non ci sono più neppure i maiali allo stato brado, senza una caccia selettiva i cinghiali si riproducono indisturbati, se pensiamo che una femmina può partorire 10/12  piccoli due volte all'anno ci si rende conto dei numeri impressionanti a cui la specie può arrivare. Dalle nostre zone sono sparite, per esempio, le pernici, non si contano più i danni ingenti  alle vigne e agli orti che ormai la Regione risarcisce al 70% e il pericolo che costituiscono per gli automobilisti le cronache raccontano di incidenti gravi anche mortali. Credo sia un problema serio che dovrebbe essere affrontato da chi di dovere. Certo per la nostra compagnia rappresenta un nuovo record che ci ha fatto battere quello che avevamo segnato nel 2018 con 24 capi abbattuti».

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