Giovani protagonisti contro gli incendi: l’iniziativa a Macomer
L’appuntamento al liceo GalileiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I giovani contro gli incendi. Nell'Auditorium del Liceo Scientifico, "G.Galilei" si è svolta una importante iniziativa legata a sensibilizzare i giovani al fenomeno degli incendi. "Perché bruciare" è stato il tema dell'iniziativa, organizzata dall'associazione culturale "Sòlene", con il patrocinio del Liceo, quindi inserito all'interno del progetto della formazione scuola lavoro, dal titolo "I giovani contro gli incendi".
La dirigente scolastica del Liceo, Gavina Cappai, ha voluto sottolineare il valore dell'iniziativa. Il presidente dell'associazione "Sòlene", Giovanni Ninu, ha quindi tracciato gli obiettivi culturali e sociali dell'iniziativa. I veri protagonisti sono stati però i giovani, con due giovani studenti, Ivan Pinna e Alice Piras, che hanno illustrato nel dettaglio le linee guida del progetto scolastico davanti a una platea attenta e partecipe. L'aspetto tecnico della manifestazione è stata affidata al Corpo Forestale di Nuoro.
Gli agenti hanno tracciato un quadro lucido e dettagliato della situazione del territorio nella Sardegna centrale, fornendo dati operativi e ribadendo l'importanza cruciale della prevenzione, della vigilanza e del monitoraggio delle aree boschive. Giovanni Deriu, esperto psicoanalista, ha spinto la platea a superare la superficie della pura cronaca giudiziaria per addentrarsi nei territori d'ombra della psiche.
«L'azione del bruciare - ha spiegato il terapeuta - così devastante nell'opera di incendiari e piromani, oltre alle considerazioni ecologiche e criminologiche, ci obbliga a guardare nelle dinamiche profonde e inconsce». Il professionista ha quindi aggiunto: «Si tratta di pulsioni così cruciali nello sviluppo degli umani, capaci insieme di sublimi creazioni e di orride distruzioni».
Nella grande sala dell'Auditorium è poi seguito un interessante dibattito, che ha interessato il numeroso pubblico, gli studenti e i relatori. È emerso che la protezione dell'isola non è solo una sfida logistica o repressiva, ma un percorso culturale che deve viaggiare su due binari paralleli: la cura del territorio e l'educazione delle coscienze, partendo proprio dal protagonismo delle nuove generazioni.
