Telefoni cellulari, hashish e cerotti contenenti fentanil, potente farmaco oppiaceo di origine sintetica.

È quanto hanno sequestrato gli agenti della Polizia penitenziaria nel corso di perquisizioni straordinarie eseguite all’interno della sezione Alta Sicurezza del carcere di Cagliari-Uta.

«Ancora una volta – sottolinea Donato Capece, segretario generale del sindacato Sappe – gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria dimostrano sul campo quanto siano indispensabili per garantire la sicurezza degli istituti e impedire che all’interno delle carceri possano circolare telefoni cellulari, sostanze stupefacenti e, in questo caso, anche una sostanza estremamente pericolosa come il fentanil. È un risultato importante, che conferma l’efficacia dell’attività investigativa e di controllo svolta quotidianamente dai nostri operatori. Ma non si può continuare a chiedere alla Polizia Penitenziaria di fronteggiare emergenze sempre più complesse contando soltanto sul senso del dovere e sulla professionalità degli operatori – aggiunge Capece -. Questi risultati devono indurre l’Amministrazione penitenziaria e il Governo a rafforzare concretamente gli organici, gli strumenti tecnologici e le dotazioni operative a disposizione del Corpo».

Anche Raffaele Murtas, segretario regionale del Si.N.A.P.Pe., esprime il proprio apprezzamento per l’operazione portata a termine dagli agenti.

«Desideriamo rivolgere un sincero plauso alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria che, ancora una volta, hanno dimostrato professionalità, intuito investigativo e straordinario senso del dovere. Il rinvenimento di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti rappresenta un risultato importante, ma il sequestro di fentanil costituisce un segnale particolarmente preoccupante, che non può e non deve essere sottovalutato».

(Unioneonline)

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