Cantiere davanti allo stadio, protesta dei camion bar: «Perché prima della sfida con la Juve?»
Sei operatori trasferiti e spazi ridotti per i tifosi. Gli ambulanti: «Sarebbe stato opportuno aspettare almeno 15 giorni»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Bene la riqualificazione delle passerelle pedonali tra Monte Mixi e Sant’Elia, ma era proprio questo il momento giusto, in pieno campionato?» La domanda arriva dal consigliere di Alleanza Sardegna Roberto Mura e apre una polemica sulla tempistica del cantiere in una delle aree maggiormente frequentate dai tifosi in occasione delle partite del Cagliari. Anche la delusione degli ambulanti è alta. L'intervento di riqualificazione è considerato necessario e positivo, ma il cantiere interessa anche la zona in cui abitualmente vengono posizionati i food truck, restringendo gli spazi di passaggio. E domenica i rossoblu sfideranno la Juventus in una delle gare del campionato più attese e l'area sarà attraversata da migliaia di tifosi. Un appuntamento importante per le attività commerciali che lavorano grazie al grande afflusso di persone nelle ore precedenti e successive alla gara.
Sei operatori saranno trasferiti, mentre anche quelli che resteranno nelle posizioni abituali lamentano le conseguenze del cantiere, che occupa una parte della carreggiata e rischia di ridurre il traffico di clienti che tradizionalmente affolla gli spazi davanti ai camion bar.
«Ma non potevano attendere la sfida con la Juve?» – è la contestazione degli operatori – «Dopo la gara con i bianconeri ci sarebbero stati 15 giorni. Sarebbero stati sufficienti per chiudere quel cantiere».
«I lavori vanno fatti, e vanno fatti bene», sottolinea Mura. Il problema, secondo il consigliere, riguarda soprattutto la programmazione: «Possibile che interventi di questo tipo non potessero essere programmati durante l'estate o comunque in un periodo meno critico? Amministrare», aggiunge, «significa anche programmare, evitando quando possibile di creare disagi prevedibili a cittadini, tifosi e attività commerciali. Una buona opera non deve diventare il risultato di una cattiva programmazione».
