Pecorino Romano, appello Coldiretti ai trasformatori: «Serve un atto di responsabilità»
Lettera aperta dell’associazione «per difendere il valore prodotto, la stabilità filiera e il reddito degli allevatori»Video di Mario Tasca
«Oggi serve soprattutto un atto di responsabilità collettiva da parte di tutto il sistema della trasformazione casearia. Un'assunzione di responsabilità chiara, pubblica e concreta: fermare la corsa ingiustificata al ribasso dei prezzi di vendita, evitare operazioni commerciali dettate dal panico o da esigenze speculative e valorizzare il prodotto attraverso una gestione ordinata delle scorte, nel pieno rispetto delle regole del mercato e della concorrenza».
È quanto si legge in una lettera aperta che Coldiretti Sardegna ha inviato a tutto il mondo della trasformazione casearia dell'Isola sulla situazione del comparto lattiero-caseario ovicaprino, con particolare riferimento al Pecorino Romano.
«Se esiste una crisi reale, la si dimostri con i numeri. Se esistono difficoltà finanziarie, vengano affrontate con gli strumenti disponibili - osserva l'organizzazione agricola - Se invece qualcuno sta alimentando una rappresentazione esasperata della crisi per trarne vantaggio, è necessario fare piena luce. La trasformazione casearia sarda ha oggi una responsabilità enorme: difendere il valore del prodotto, la stabilità della filiera e il reddito degli allevatori. Questa volta non servono nuovi annunci. Servono responsabilità, trasparenza e comportamenti coerenti». «E chi ritiene di dover continuare a vendere il Pecorino Romano a prezzi sempre più bassi abbia almeno il coraggio di spiegare pubblicamente perché, chiarendo quali siano le effettive condizioni commerciali che determinano queste scelte - osserva Coldiretti - Siamo ancora ampiamente in tempo per invertire la rotta, fermare la spirale dei ribassi e creare le condizioni perché il Pecorino Romano torni a crescere di valore. La produzione è saldamente concentrata in Sardegna. Abbiamo le quantità, gli strumenti finanziari e la possibilità di gestire con intelligenza il mercato».
«La filiera ovicaprina sarda è sana. Non può essere trascinata in una crisi da chi potrebbe avere interesse ad alimentarla - conclude la lettera - E chi, con comportamenti scorretti accertati, tenta di comprometterne la stabilità va isolato, non lasciato fare».
(Unioneonline)