Giovedì 16 ottobre alle 16, nell'aula consiliare del palazzo municipale, la dirigenza della Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara (CMSB) ha incontrato operatori economici, associazioni e cittadini nell'incontro pubblico dal titolo "Il Cammino che genera impresa". Appuntamento promosso con il patrocinio del Comune di Guspini e nell'ambito del programma Coesione Italia 21-27 Sardegna, cofinanziato da Unione Europea, Stato e Regione Autonoma della Sardegna. Tre temi al centro: i numeri del Cammino, il funzionamento del sistema Mìnera Card e le opportunità concrete per le imprese del territorio.

Il messaggio centrale è stato chiaro: «Con la Mìnera Card, il sistema di servizi e convenzioni pensato per i camminatori, le imprese locali possono entrare ufficialmente nel circuito, farsi trovare e lavorare in rete». Un'opportunità per chi visita i territori, ma anche per chi fornisce servizi. Lo ha ribadito Marco Erbi, rappresentante dei paesi del Linas nella Fondazione: «Gli operatori potranno iscriversi e utilizzare un portale per fornire servizi in modo organizzato. Mensa e pernottamento possono fare la differenza e far crescere la ricezione turistica del cammino».

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La voce dei camminatori

A confermarlo, la testimonianza di tre camminatori di Ivrea fermi ad ammirare la chiesa del '600 di San Nicolò nella piazza centrale di Guspini, Cristina Casonato, Francesco Turzio e Luca Matiussi: «I posti sono bellissimi perché oltre alle bellezze naturali si ammirano i resti degli edifici minerari. Purtroppo mancano servizi, servirebbero maggiori dettagli esplicativi. Splendida l'accoglienza». Un segnale chiaro: il territorio affascina, ma serve più organizzazione, malgrado un movimento turistico che alimenta una rete sempre più articolata, composta oggi da 175 operatori convenzionati tra strutture ricettive, ristoranti, musei e servizi al turista.

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Il sindaco: mettersi in rete

Nel suo intervento il sindaco Marco Pala ha plaudito l'iniziativa: «Serve mettersi in rete, ogni nodo contribuisce a fare una tela per dare servizi a chi viene a visitare il nostro territorio. Mettere in relazione e conoscere gli strumenti che la Fondazione mette a disposizione è la chiave della ricezione turistica. Con la card e il portale ogni camminatore si costruisce il suo percorso. Montevecchio è un'eccellenza».

I numeri del boom

Andrea Tarozzi, responsabile ITI della Fondazione CMSB, e Simone Franceschi, alla presenza di numerosi operatori turistici del territorio tra titolari di strutture ricettive, ristoratori, guide e servizi di accoglienza, hanno illustrato i dati di stagione: flusso in crescita costante, migliaia di camminatori tutto l'anno. "Tanti sono già arrivati, tantissimi altri arriveranno". Significativi i dati relazionati da Franceschi: «A raccontare il valore del Cammino sono soprattutto i numeri. Nel 2026 le credenziali vendute hanno raggiunto quota 5.000, rispetto alle appena 50 del 2018. Una crescita significativa negli ultimi anni, con 3.450 credenziali nel 2024 e 4.200 nel 2025. Considerando anche i camminatori senza credenziale, le presenze stimate per il 2026 salgono a 6.300, con circa 25 mila pernottamenti e una permanenza media di quattro notti». «Numeri che si traducono in ricadute concrete: la spesa diretta stimata sul territorio raggiunge i 2,18 milioni di euro, calcolata su una spesa media giornaliera di 87,29 euro per camminatore», ha concluso l'amministratore della fondazione.

Un'infrastruttura economica e culturale

il dirigente Andrea Tarozzi ha spiegato: «Il progetto di sviluppo territoriale, è confermato dalla crescita dei flussi, non è solo un risultato in termini di presenze, ma un'opportunità per creare economia, sostenere le attività esistenti, incoraggiare nuove iniziative e rafforzare il legame tra visitatori e comunità locali. Una prospettiva che passa necessariamente attraverso il dialogo tra Fondazione, amministrazioni e operatori, protagonisti di un modello di accoglienza che punta a trasformare il patrimonio identitario della Sardegna in valore condiviso».

Agli operatori è stata presentata la Mìnera Card, la carta servizi che permette alle attività convenzionate di entrare nella rete ufficiale, essere geolocalizzate su app e sito, offrire servizi certificati e intercettare i flussi. «Il Cammino non è solo un sentiero, è un'infrastruttura economica e culturale. L'occasione va colta ora, perché la domanda c'è», ha concluso Tarozzi.

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