Autotrasportatori in rivolta contro il caro-gasolio: blocchi di Tir al Sud Italia
Non solo studenti: si mobilita anche il comparto del trasporto merci in Campania, Puglia, Calabria e SiciliaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Non solo gli studenti mobilitati contro il caro-vita. Si allarga infatti anche la protesta degli autotrasportatori nel Sud Italia contro il caro carburanti, che sta interessando in particolare in Sicilia, Puglia, Calabria e Campania.
Proprio in Campania alcuni tir hanno bloccato il varco Bausan al porto di Napoli, creando disagi al traffico anche sull'A1, in particolare nell'area di accesso al capoluogo. La protesta è pacifica e gli autotrasportatori hanno anche spiegato agli automobilisti le ragioni della mobilitazione.
Una ventina di Tir e diversi mezzi agricoli fermi a bordo strada anche in Calabria, nel Cosentino, con blocchi del traffico a singhiozzo tra i territori di Settimo di Rende e Montalto Uffugo «per lanciare – dicono gli autotrasportatori – un allarme sul caro vita e sull'insostenibilità dei costi di gestione aziendale».
In Sicilia, a Messina, i Tir sono fermi sull'autostrada lasciando liberi due caselli in entrata e uscita. Anche al casello di San Gregorio, la barriera autostradale che dal capoluogo etneo consente l'accesso all'autostrada A18 Catania-Messina, i tir hanno effettuato blocchi sulla carreggiata in entrata e in uscita.
E poi la Puglia, dove la protesta degli autotrasportatori ha interessato alcune località, come Altamura e Bari, e si è diretta verso la sede della Presidenza della Regione per chiedere un incontro con il governatore De Caro.
Sei gli aspetti della crisi denunciati dai trasportatori: prima di tutti c'è il caro-gasolio, «che produce costi insostenibili per le imprese, a rischio chiusura sotto il peso dell'inflazione». Tra gli altri temi sollevati dalla protesta, la mancanza di fondi di finanziamento immediato, il mancato intervento del governo, i ritardi sui crediti d'imposta, «la mancanza di una rappresentanza «coinvolgente e decisiva e la poca attenzione al settore».
(Unioneonline)
