Un programma comunale per contrastare la solitudine e l’isolamento sociale, con telefonate periodiche, visite a domicilio e accompagnamento ai servizi e ai luoghi di aggregazione. È la proposta presentata a Oristano da otto consiglieri comunali di centrosinistra, che chiedono a sindaco e Giunta di trasformare le iniziative già avviate in una politica strutturale di prossimità, capace di intercettare le situazioni di fragilità prima che diventino emergenze.

L’obiettivo è costruire una rete tra Comune, Plus, servizi sanitari, associazioni, volontariato e realtà parrocchiali, per raggiungere chi rischia di rimanere ai margini della vita cittadina.

«La solitudine non si definisce come una semplice assenza di individui, ma come una rarefazione delle relazioni», scrivono i firmatari della mozione Francesco Federico, Francesca Marchi, Carla Della Volpe, Speranza Perra, Massimiliano Daga, Maria Obinu, Giuseppe Obinu e Umberto Marcoli, indicando tra le cause la perdita delle reti familiari, le difficoltà economiche, la mobilità ridotta e la mancanza di occasioni di socializzazione. Una condizione trasversale, che riguarda giovani, caregiver, persone con disabilità e anziani, per i quali l’isolamento può diventare particolarmente profondo.

Il punto critico, secondo i consiglieri, è raggiungere anche gli anziani ancora autonomi, che non rientrano nei servizi assistenziali tradizionali ma rischiano di scivolare progressivamente nell’isolamento.

Da qui la proposta di valutare un servizio di compagnia e accompagnamento, con contatti telefonici regolari, visite concordate, trasporto sociale e sostegno nelle piccole necessità quotidiane. «Una città non è realmente una comunità soltanto perché le persone condividono gli stessi spazi», osservano i consiglieri, «ma quando riesce ad accorgersi di chi rischia di rimanere solo».

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