Sarà PASSI-LARA’, performance conclusiva del percorso CHORUS VR LAB – ISOLE DEL FUTURO, a chiudere la terza edizione di ARTEMIX Festival – La città in movimento, il festival creativo digitale dedicato all’infanzia, agli adolescenti e alle famiglie. L’appuntamento è per sabato 17 ottobre, dalle ore 11 alle 12, al Parco Andrea Parodi, in via San Giovanni 3, a Flumini di Quartu Sant’Elena.

Una performance multimediale itinerante, a partecipazione gratuita e con un massimo di 20 persone, che invita il pubblico a esplorare il territorio attraverso un’esperienza immersiva in cui le voci dei giovani diventano strumenti di conoscenza, racconto e condivisione.

Il percorso partirà dal Parco Andrea Parodi per raggiungere le rovine della villa romana di Sant’Andrea di Flumini. Qui, grazie all’utilizzo di cuffie wireless, i partecipanti saranno accompagnati in un walkabout sonoro in cui le voci, i suoni e le percezioni raccolti dai ragazzi si intrecceranno con i luoghi attraversati, restituendo una narrazione originale e inedita del territorio.

Dalla realtà virtuale al racconto condiviso

PASSI-LARA’ nasce dal percorso di teatro e creatività digitale CHORUS VR LAB – ISOLE DEL FUTURO, ideato da KyberTeatro, che ha coinvolto un gruppo di preadolescenti e adolescenti in un’esperienza di esplorazione e reinterpretazione del proprio ambiente.

Il progetto ha preso avvio dall’utilizzo dei visori per la realtà virtuale, strumenti attraverso i quali i partecipanti hanno allenato lo sguardo e imparato a riconoscere gli elementi che rendono unico e significativo un luogo. Successivamente, i giovani hanno esplorato il territorio raccogliendo, attraverso i propri smartphone, voci, suoni, immagini ed emozioni.

I materiali raccolti sono stati rielaborati in una narrazione audio collettiva che diventa ora il cuore della performance. Con PASSI-LARA’, il pubblico è invitato a entrare in questo racconto, lasciandosi guidare dalle voci dei ragazzi e scoprendo il paesaggio attraverso prospettive nuove, personali e condivise.

Il territorio come mappa emotiva della comunità

Al centro dell’esperienza c’è il passaggio dal sense of place al sense of belonging: non soltanto conoscere un luogo, ma imparare a riconoscerlo, interpretarlo e sentirsi parte della comunità che lo abita.

Attraverso il linguaggio artistico e le tecnologie digitali, i giovani diventano autori di una nuova narrazione del territorio, capace di mettere in relazione memoria, identità e immaginazione. Il cammino si trasforma così in un’esperienza partecipativa nella quale lo spazio fisico incontra quello sonoro, mentre le storie individuali contribuiscono a costruire una mappa emotiva collettiva.

Il progetto riconosce ai ragazzi un ruolo attivo nella vita culturale della comunità: non semplici spettatori, ma protagonisti di un processo creativo che restituisce valore ai luoghi e apre nuove possibilità di relazione tra le persone e il territorio.

Un progetto europeo per dare voce ai giovani delle isole

CHORUS VR LAB – ISOLE DEL FUTURO si inserisce in Chorus of Change – Empowering Youth through Arts and Community, progetto europeo finanziato dal programma Erasmus+ nell’ambito dell’azione KA220-YOU e coordinato dalla compagnia danese Limfjordsteatret.

Il progetto mette in relazione giovani e realtà artistiche di diverse isole europee, coinvolgendo la Sardegna, Maiorca e Mors, attraverso percorsi che intrecciano teatro, arte, innovazione digitale e partecipazione culturale. La collaborazione internazionale favorisce lo scambio di esperienze e strumenti creativi, valorizzando il ruolo delle nuove generazioni nella costruzione di comunità più consapevoli e inclusive.

CHORUS VR LAB – ISOLE DEL FUTURO è una creazione originale di KyberTeatro, realizzata con Ilaria Nina Zedda, attrice e regista; Marco Quondamatteo e Simone Murtas, esperti tecnologici; Elvio Corona, fonico; Alessandra Carta, executive coordinator; Ennio Madau, riprese video.

Con PASSI-LARA’, ARTEMIX Festival chiude la propria terza edizione riaffermando il valore dell’incontro tra creatività, tecnologie e partecipazione giovanile. Un invito a fermarsi, ascoltare e guardare con occhi nuovi i luoghi che abitiamo, lasciando che siano proprio le nuove generazioni a raccontarli.

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