«Stasera proviamo tutti rabbia e vergogna. Chi ha distrutto deve pagare». Rivolgendosi alla nazione, Emmanuel Macron lancia un duro avvertimento ai casseurs che hanno messo a ferro e fuoco la Francia e che anche oggi sono tornati in azione in Place de la République, tra nuovi scontri con la polizia in tenuta antisommossa e saccheggi. Secondo un bilancio consolidato del Ministero dell'Interno, sono circa 2.400 le persone fermate Oltralpe a margine delle manifestazioni contro il carovita, quasi un migliaio tra poliziotti e gendarmi sono rimasti feriti, sette dei quali in modo grave. Si aggrava anche il bilancio delle vittime minorenni, con una diciassettenne che avrebbe perso un occhio durante gli scontri tra agenti e manifestanti ieri a Mulhouse, episodio su cui indaga l'Ispettorato di polizia Igpn.

«Nulla giustifica la violenza», ha ammonito Macron invitando a «non confondere le centinaia di migliaia» di manifestanti e le loro «legittime rivendicazioni» con «coloro che hanno distrutto, rotto, saccheggiato». Invitando «l'insieme dei partiti, delle organizzazioni sindacali, a condannare senza ambiguità ogni forma di violenza». Macron ha chiesto chiarimenti dell'intelligence e trasparenza. Ed è tornato a denunciare «facinorosi appartenenti a un gruppuscolo di estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti» e hanno annunciato una stretta: i prefetti potranno decidere misure per proteggere le città, «fino a vietare alcune manifestazioni». Quindi un messaggio implicitamente rivolto alla France Insoumise (Lfi) di Jean-Luc Mélenchon, il partito della sinistra radicale accusato di aizzare le proteste. «Tutti coloro che oggi sostengono che l'urgenza sia scendere in piazza hanno un solo obiettivo: rubare il dibattito» politico. «I confronti non devono avvenire per strada né attraverso la violenza. Devono svolgersi nel rispetto, mai nel disordine o nella distruzione. Il nostro Paese merita una bella elezione presidenziale tra sei mesi».

Nel continuo rimpallo di responsabilità, Mélenchon ha accusato a sua volta Macron di puntare al «logoramento» della situazione. «Non dirigiamo noi il movimento popolare. Si dirige da sé attraverso i suoi sindacati e le sue assemblee. Da tre settimane, i deputati e gli eletti di Lfi si interpongono di fronte alle violenze della polizia. Questo è il nostro ruolo», assicura il tribuno della gauche su LCI. Da parte sua, Marine Le Pen, ha pubblicato su X un videomessaggio di oltre otto minuti in cui si rivolge al Paese in stile presidenziale, seduta alla scrivania e con la bandiera tricolore alle spalle. La candidata del Rassemblement National, strafavorita nei sondaggi in vista del voto, punta il dito contro «un'alleanza di casseurs politicizzati e delinquenti provenienti dalle banlieue». Ma denuncia anche «un potere macroniano allo stremo, sfinito, disorientato, che sembra ormai incapace di fare qualsiasi cosa salvo commentare la propria impotenza e direi anche decadenza».

Anche oggi, nella Francia che cominciava a contare i danni, le forze dell'ordine sono intervenute in Place de la République «per disperdere e fermare» i partecipanti a un raduno «non autorizzato». Sul posto, poco prima che Macron si rivolgesse ai connazionali (domani partirà per il Medio Oriente nel quadro degli sforzi diplomatici per ridurre i costi del carburante), sono stati chiamati i rinforzi degli agenti CRS 8, specializzati nel contrasto delle violenze urbane.

L'appello a continuare la mobilitazione nella capitale è circolata sui social con «l'obiettivo di sfiancare la polizia». Intorno alla statua di Marianne, simbolo della République, i manifestanti hanno esposto cartelli con slogan come «Semina miseria, raccogli rabbia». Sono stati lanciati oggetti contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni prima di caricare i manifestanti. Sul posto, sono intervenuti anche i vigili del fuoco per spegnere gli incendi. A LCI, il presidente della Federazione del commercio e della distribuzione, Alexandre Bompard, ha riferito che sono circa 1.500 tra i negozi e gli esercizi commerciali che hanno subito danni, molti di essi sono stati saccheggiati per «diverse centinaia di milioni di euro», ha puntualizzato. Macron ha promesso loro il sostegno del governo: domani saranno ricevuti dal ministro del Commercio, Serge Papin, i rappresentati della categorie di commercianti, catene di distribuzione, artigiani e ristoratori, insieme a banche e compagnie assicurative. Gli scontri si sono riaccesi oggi anche a Lione mentre a Limoges almeno 7mila persone hanno partecipato a un raduno in seguito all'incendio doloso che ha danneggiato il municipio e il cui crollo della guglia ha richiamato alla memoria il rogo di Notre-Dame. E la cui immagine è diventata uno dei simboli del weekend nero francese.

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata