Berlusconi, Strasburgo boccia il ricorso degli eredi: «Processo equo» per la frode fiscale Mediaset
La Corte europea dei diritti dell’uomo esclude violazioni dei diritti fondamentali nel procedimento che portò alla condanna definitiva nel 2013Silvio Berlusconi (Ansa)
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La Corte europea dei diritti umani ha stabilito che il processo per frode fiscale sui diritti tv Mediaset è stato equo. A sedici anni dalla condanna definitiva pronunciata dalla Cassazione, la Corte di Strasburgo ha respinto all’unanimità il ricorso presentato da Silvio Berlusconi contro l’Italia, ritenendo infondate le contestazioni relative a presunte violazioni dei suoi diritti fondamentali. La condanna del Cavaliere era stata fissata a quattro anni di reclusione, tre dei quali coperti dall’indulto del 2006.
Dopo la morte di Berlusconi nel giugno 2023, i suoi eredi hanno deciso di proseguire la causa davanti alla Cedu, contestando diversi aspetti del procedimento giudiziario italiano. Tra questi, l’imparzialità del collegio della Corte di Cassazione che nel 2013 aveva confermato la condanna, le modalità di assegnazione del caso alla sezione feriale e le decisioni relative alla gestione delle udienze e delle prove presentate dalla difesa.
Nella sentenza, la Corte europea ha esaminato le diverse contestazioni, concludendo che non sono emersi elementi sufficienti a dimostrare una violazione del diritto a un processo equo, tutelato dall’articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In particolare, i giudici di Strasburgo non hanno riscontrato prove di parzialità dei magistrati coinvolti nel procedimento, né elementi che facessero ritenere che l’assegnazione del caso fosse stata condizionata dalla volontà di affidarlo a giudici specifici. Il ricorso è stato quindi giudicato «manifestamente infondato».
(Unioneonline)
