Pedone ucciso a Sassari, la denuncia del Comitato sulla sicurezza: «Situazione insostenibile»
Il presidente dell’associazione dopo il decesso di Massimo Oggiano, travolto da una moto: «Piangiamo un amico. Si dice sempre che per intervenire si deve aspettare il morto: ora speriamo agiscano»I rilievi sul luogo dell'incidente (Floris)
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Una comunità sgomenta per l'ennesima croce sulle strade di Sassari. Il quartiere di Rizzeddu-Monserrato piange la scomparsa di Massimo Oggiano, travolto ieri da una moto mentre attraversava via Rockefeller per ritornare a casa.
«Un amico d'infanzia cancellato dalla vita», afferma il presidente dell'associazione Comitato per la sicurezza, Giovanni Coroforo, che attacca: «Protestiamo da anni per la mancanza di sicurezza». E decine di persone, che ieri si sono raccolte sul luogo dell'incidente, rilanciano l'allarme. «Sono passate giunte e sindaci diversi, e ancora non si fa nulla. Abbiamo chiesto dei dissuasori e ci hanno risposto che non è possibile».
Adesso però, dopo la tragedia del 54enne, i cittadini presenteranno una nuova istanza al sindaco Giuseppe Mascia e all'assessore alle Infrastrutture della Mobilità, Massimo Rizzu, affinché intervengano. «Gli incidenti avvengono con troppa frequenza tra le vie Rockefeller e Washington», riferisce Coroforo che ricorda come, pochi giorni fa, due bambine erano state investite poco più avanti, all'altezza della caserma dei carabinieri.
«La situazione è insostenibile. Anche in via Washington, nonostante le Zone 30, corrono come pazzi». Oltretutto qualche anno fa gli abitanti erano scesi in piazza per protestare per l'alta velocità delle auto nel quartiere. «Si dice sempre che ci deve scappare il morto per agire», è l'amara conclusione, «speriamo che ora lo si faccia».
