Gesico rinnova la devozione a Sant’Amatore, una storia di fede lunga secoli
Domenica 18 ottobre le celebrazioni cominceranno alle 8 nella parrocchia di Santa Giusta con la Messa celebrata da don Efisio ZaraPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A Gesico il culto di Sant’Amatore, conosciuto in paese come Santu Amadu, attraversa i secoli e continua a rappresentare uno dei legami più profondi tra la comunità e la propria storia religiosa. Le origini del culto si perdono tra la tarda antichità e l’alto Medioevo. Secondo la tradizione, Amatore, vescovo africano perseguitato ed esiliato in Sardegna, avrebbe trovato a Gesico il luogo in cui proseguire il proprio cammino di fede. Attorno alla memoria del santo si sviluppò un luogo di venerazione che le fonti documentano almeno dal 1183, quando il santuario compare con la denominazione di “ecclesia Sancti Amasi”, legato all’ordine monastico di San Vittore di Marsiglia.
Un passaggio decisivo arrivò nel 1621, durante la stagione della ricerca delle reliquie dei santi che interessò la Sardegna in età spagnola. Nella cripta del santuario furono rinvenuti resti attribuiti al martire, tra cui un cranio, insieme ad altri materiali e a una lapide interpretata come testimonianza dell’identità del vescovo Amatus. Il ritrovamento contribuì ad alimentare la devozione e a consolidare Gesico come meta di pellegrinaggio per i fedeli dell’isola.
Nel piccolo paese della Trexenta, il pellegrinaggio dedicato al santo vescovo e martire africano non è soltanto un appuntamento del calendario liturgico, ma una tradizione che intreccia spiritualità, memoria e identità collettiva, rinnovandosi di generazione in generazione.
Domani, domenica 18 ottobre, le celebrazioni cominceranno alle 8 nella parrocchia di Santa Giusta con la Messa celebrata da don Efisio Zara, seguita alle 10 dalla celebrazione presieduta da don Davide Pau. Alle 11.20 il santuario di Sant’Amatore sarà protagonista della Messa in diretta su Videolina, presieduta da monsignor Ottavio Utzeri e animata dal coro parrocchiale diretto dal maestro Andrea Pilloni. Nel corso della trasmissione sono previste interviste alle autorità civili e religiose e una cartolina dedicata al paese di Gesico. Alle 18 la giornata si concluderà con la Messa al santuario celebrata da don Franco Crabu. Lunedì 19 ottobre, alle 11, il santuario ospiterà la celebrazione presieduta da monsignor Efisio Zara. Alle 18 la Messa celebrata da don Davide Pau precederà la tradizionale processione con fiaccolata, dal santuario alla parrocchia di Santa Giusta, lungo via Sant’Amatore e via Chiesa. Ad accompagnare il corteo saranno le launeddas e l’organetto di Sandro Frau ed Edoardo Manca, insieme alla fisarmonica e all’organetto di Nicola Zedda e Marcello Caredda. Alle 19, nel piazzale Santa Giusta, si terrà lo scioglimento del voto popolare, seguito dallo spettacolo pirotecnico curato dalla ditta Piano Bonaria di Dolianova.
Le celebrazioni si concluderanno domenica 25 ottobre, alle 10, con la Messa in parrocchia celebrata da don Efisio Zara. Al termine, la reliquia del cranio di Sant’Amatore sarà trasferita dal reliquiario ligneo alla teca ricavata nel muro della cappella dedicata al santo martire africano, in un gesto che rinnova la custodia di una memoria religiosa particolarmente sentita. Tra celebrazioni e tradizioni popolari, Gesico rinnova così un patrimonio spirituale che appartiene alla storia della Trexenta e della Sardegna.
